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26 febbraio 2012

Amazon.com dice no ad oltre 4000 libri digitali

Il settore della tecnologia (cosa visibilmente palese) è in continuo avanzamento e ciò spiega la nascita di libri esclusivamente a diffusione digitale. In termini tecnici i libri digitali prendono il nome di ebook; dotati di un dispositivo che ne rende possibile la lettura. Grazie ad un ebook si può non solo conoscere un libro che non viene riprodotto in forma cartacea ma anche sottolineare, annotare e condividere il tutto con chi si desidera.

Gli appena citati libri vengono poi “spediti” in un “negozio online”, una sorta di libreria virtuale: Amazon.com; la quale compagnia di commercio, si svela solo inizialmente nei panni di libreria online, ampliando in un secondo momento,  lo smercio a dvd, cd, videogiochi e chi più ne ha più ne metta.

La compagnia, che nacque intorno al 1995 per mano di Jeff Bezos, oggi è al centro di nuove polemiche; in precedenza infatti si è trovata in mezzo a svariate discussioni. Intorno al 1999 per esempio, fu citata in causa dall’ Amazon Bookstore Cooperative di Minneapolis per averne copiato il marchio in quanto quest’ultima, lo utilizzava già dal 1970. I problemi della società però riaffiorarono in vista della vendita di libri a favore della pedofilia.

Il caso che oggi vuole Amazon al centro di una nuova bufera ha come protagonista il costo delle opere. Amazon, considerando la concorrenza con cui giornalmente si trova a fare i conti, ha stabilito di proporre i libri ad un costo inferiore e tendenzialmente competitivo. Al termine del contratto tra Amazon e IPG (Independent Publishers Group) ossia l’associazione di distribuzione più importante degli Stati Uniti, la compagnia di commercio ha optato per un cambio di marcia che è risultato scomodo e inaccettabile (in termini di indebolimento economico come ha affermato il presidente dell’associazione Mark Suchomel) per l’ IPG.

Amazon di contro, non ha tardato ad offrire il ben servito all’ Independent Publishers Group,  tagliando fuori  un numero di libri pari a 4000. Le motivazioni che abbiano spinto Amazon ad un tale gesto , per alcuni rientrano in una strategia di mercato, per altri sono un evidente segno di lotta a causa degli interessi economici che si sta profilando tra le varie società, le case editrici e i distributori del prodotto.

Non a caso, quando la posta in gioco comincia a farsi sostanziosa ecco che si entra inevitabilmente in una logica di guerra pur di mantenere intatti i propri guadagni; purtroppo il denaro ha un ruolo di grande importanza ed è raro che si decida saggiamente per il bene dei propri affezionati, di scendere a compromessi. A farne ingiustamente le spese quindi sono i lettori che si troveranno a fare i conti con una conoscenza meno consistente, essendo venuti a mancare per l’appunto quattromila titoli tra i quali figurano anche libri che non hanno un’edizione cartacea.

 





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