Luna
  • Google+
  • Commenta
13 febbraio 2012

Costruiremo uno Stato sulla Luna

Secondo diversi cosmologi, in un futuro non molto lontano, le risorse necessarie per la sopravvivenza dell’uomo sulla Terra tenderanno ad esaurirsi. L’ipotesi sembra plausibile specie alla luce della repentina e progressiva crescita della popolazione mondiale, giunta, ormai, a quota 7 miliardi.

Luna

Luna

Cosa si può fare per evitare il collasso terrestre?

E’ verosimile ipotizzare che il probabile declino geologico della Terra sia del tutto inevitabile. Se tali teorie fossero confermate, all’umanità non resterebbe altro da fare se non mettersi a pregare. 

E se invece ci fosse un’alternativa?

Se, per esempio, pensassimo d’investire le nostre risorse per costruire uno Stato sulla Luna ed assicurarci una degna dimora per i tempi apocalittici?

Chiariamo, non sono diventato matto! Si tratta di una bizzarra notizia, va ammesso, ma a divulgarla è stato Newt Gingrich, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti.

Gingrich, infatti, nel corso di un dibattito non ha saputo nascondere il suo avveniristico amore per lo spazio, dichiarando: “ Entro la fine del mio secondo mandato presidenziale avremo la prima base permanente sulla Luna e sarà americana”. Capito, altro che Star Wars; qui si fa sul serio. Ma il politico statunitense, animato da puro carisma si spinge sino al punto di prevedere che 14mila americani potrebbero risiedere stabilmente sulla Luna, dando vita al 51° Stato degli Usa.

L’astrofisico Paul Davies e Robert Wagner, ricercatore dell’Università dell’Arizona, studiosi del suolo e dei segreti lunari, hanno accolto le parole del candidato con un sospiro di sollievo. Non molto tempo fa, i due scienziati, avevano presentato un intrigante studio, dai contorni fantascientifici, riassumibile nella seguente affermazione: “ Sulla Luna potrebbero trovarsi tracce aliene, ed è nostro dovere indagare a fondo”.

E’ opinione comune, infatti, che la Luna sia un pianeta geologicamente spento e privo di atmosfera, quindi munito di un suolo idoneo a lasciare intatte per lungo tempo ipotetiche tracce aliene. Per tale ragione i due scienziati ritengono che seppur vi fossero latenti probabilità di trovare artefatti umanoidi varrebbe in ogni caso la pena indagare.

Più pragmatico, invece, il pensiero di Stephen Hawking che avverte: “Stiamo entrando in un periodo sempre più pericoloso della nostra storia, la popolazione e l’uso delle risorse finite offerte dal pianeta Terra stanno crescendo esponenzialmente insieme alla nostra abilità tecnica di modificare l’ambiente, nel bene e nel male. Ma il nostro codice genetico contiene l’egoismo e gli istinti aggressivi che furono vantaggiosi per la sopravvivenza nel passato; adesso l’unica possibilità di sopravvivenza consiste nel non rimanere abbarbicati alla Terra, ed espandersi invece nello spazio”.

 



© Riproduzione Riservata