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24 febbraio 2012

Dalle aule all’I-pad

Chi non ha mai desiderato, durante il lungo e faticoso percorso accademico, di stare comodamente a casa e poter seguire la lezione dal proprio letto? Inverni freddi e primavere calde hanno messo rigidamente alla prova le forze degli studenti, in particolare dei pendolari, costretti a recarsi in facoltà per seguire il nuovo semestre di lezioni.

 La sfrenata corsa verso il progresso e l’innovazione tecnologica sembra aver posto le basi per un radicale cambiamento, una vera e propria inversione di tendenza. Di che cosa si tratta? Rivolgiamo il nostro sguardo oltreoceano!

 Negli Usa la “vecchia lezione” ex cathedra non paga più e gli investimenti statunitensi in questa direzione sembrano vani. Lo scorso anno, nelle varie università, sono state costruite nuove aule, aumentato il numero di posti e la qualità dei vari ambienti di studio, ma il numero di studenti frequentanti continua a calare irrimediabilmente.

Il modello classico sembra ormai “inutile” ai fini dell’apprendimento e così i campus corrono ai ripari. L’Università del Maryland, ad esempio, si è battuta contro il modello tradizionale e ha così sperimentato la lezione via web, che non è più il tratto distintivo delle università “veloci” o comunque poco impegnative ma sta diventando un vero traguardo per vari atenei prestigiosi.

Ormai il 90 % degli studenti possiede un telefonino di ultima generazione o un tablet, strumenti ormai ineliminabili dalla vita quotidiana, ma utilizzabili in senso altamente positivo, per ottimizzare i tempi e, secondo molti studiosi, anche le modalità di apprendimento.

A dirsi di alcuni professori quest’ultimo non è qualcosa che si materializza nello spazio fisico tra insegnante e alunni, ma deve scattare nella mente degli studenti, al di là che il mezzo utilizzato sia la cattedra o l’I-pad.

Come evidenziato in un interessante articolo del Washington Post, le statistiche recenti dimostrano che l’attenzione degli studenti inizia a calare dopo dieci minuti di lezione e che la maggior parte di essi immagazzina soltanto il 20 % delle informazioni assorbite. Inoltre sono in continuo aumento gli studenti che, pur non frequentando la classica “lecture”, raggiungono ottimi risultati agli esami.

La Apple è stata la prima a lanciare i testi universitari interattivi, ma siamo proprio sicuri che la cattedra sia destinata ad andare in pensione? Qualsiasi lezione on-line può smentire tali teorie: la voce proviene sempre dal professore che, magari invidioso delle nostra tenuta casalinga, recita il “solito sermone”.



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