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25 febbraio 2012

Docenti disertori, la Corte dei Conti indaga

La magistratura ligure si scaglia sui docenti accusati di assenteismo e l’impressione è che qualche testa, stavolta, potrebbe anche cadere.

L’indagine è stata avviata dalla procura giurisdizionale della Corte dei Conti, nell’ambito oltretutto di una serie di accertamenti su scala molto più vasta, che non riguardano solo i professori universitari

Oltre agli assenteisti, sono anche finite nel mirino della Corte dei Conti la gestione dell’emergenza alluvioni, che vede un enorme spreco di denaro indirizzato a costruzioni superflue, e la raccolta differenziata, i cui esiti non sono ritenuti soddisfacenti. Ai magistrati liguri, insomma, in questo periodo non manca certo il lavoro.

Come se non bastasse, sempre sul fronte universitario, la Corte dei Conti sta indagando sul polo tecnologico degli Erzelli, destinato ad ospitare la facoltà di ingegneria dell’università di Genova; il tutto al fine di constatare che le operazioni in corso, finanziate con fondi pubblici, non vadano a causare sperperi economici di alcun genere.

La principale gatta da pelare rimane però quella relativa alla piaga assenteismo. Un’emergenza che non va sottovalutata, specie nel momento in cui il procuratore regionale Ermete Bogetti fa capire che i casi incriminati, purtroppo, risulterebbero alquanto numerosi.

L’allarme, caso curioso, sarebbe partito proprio dagli studenti, i quali avrebbero segnalato alle autorità il pericoloso aggravarsi del fenomeno negli ultimi tempi.

È d’altronde impossibile dare torto a questi ragazzi, dal momento che una simile situazione, a lungo andare, non può che finire col ripercuotersi sul profitto che loro stessi riescono a trarre dalla frequentazione dei corsi.

Non è un caso che le prime segnalazioni siano giunte da studenti continuamente posti di fronte ad una situazione surreale, con lezioni condotte ormai quasi esclusivamente dagli assistenti piuttosto che dai titolari di cattedra.

Trattasi il più delle volte di professori pendolari o che comunque svolgono ulteriori attività al di fuori dell’università. Di contro, si fa riferimento a docenti provvisti di contratto a tempo pieno, il che se vogliamo costituisce un aggravante della situazione di coloro che si presentano troppo sporadicamente a lezione (alcuni non più di 3 volte l’anno).

Una volta reso partecipe del disagio degli studenti, l’ex Garante di ateneo Gualtiero Sommovigo ha provveduto ad allertare i magistrati. “Quello dell’assenteismo – ha spiegato – è un fenomeno dilagante, che negli anni e’ cresciuto sempre di più, con un danno incredibile.

La documentazione presentata da Sommovigo ha permesso di aprire un’indagine definita “importante” dal procuratore Bogetti. L’istruttoria, ha detto, sarebbe “ancora in fase embrionale, ma di certo verranno controllati tutti i passaggi.

L’iniziativa della Corte dei Conti ha permesso da subito di smascherare diversi altarini e di monitorare, nel dettaglio, la situazione di qualsiasi corso di laurea, desumendo ad esempio che il tasso di assenteismo più elevato concerne le facoltà scientifiche.

Ora i docenti in questione rischiano seriamente di finire nei guai, dal momento che se da un lato il danno maggiore finisce dritto sul conto degli studenti, è pur vero che un atteggiamento di questo genere appare scarsamente tollerabile anche per lo Stato stesso.

L’interrogativo è scontato: per quale ragione sborsare denaro per pagare lo stipendio di pubblici dipendenti che, di fatto, “marinano” buona parte dei giorni di lavoro?

L’istruttoria appena avviata avrà tra le altre cose il gravoso compito di rispondere a domande di questo tipo. Intanto gli studenti, genovesi e non, stanno alla finestra.



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