• Google+
  • Commenta
22 febbraio 2012

Giovani universitari a Monti: “Basta privilegi”

Basta privilegi, si punti sul merito. Non lasciateci fuori dal tavolo“.

Meritocrazia e riforma del lavoro, sono questi i temi centrali di una lettera aperta inviata da un gruppo di studenti al primo Ministro Mario Monti e pubblicata sul Corriere della Sera.

L’appello rivolto al presidente è quello di porre attenzione ai laurendi meritevoli (non quelli imparentati) e agli studenti che una volta lasciata l’università cercheranno di immettersi nel mondo del lavoro :

Chiediamo che si rinunci definitivamente al clima di discriminazione nei confronti dei giovani. E’ un errore cui occorre porre rimedio, in fretta: spostare la bilancia del futuro dal privilegio al merito è l’impegno con cui vorremmo si cimentassero in questo momento le istituzioni patrie“.

Tra gli studenti firmatari anche Maria Dora Maresca di Avellino, la quale afferma che non vi è dietro nessun corporativismo giovanile ma solo senso del futuro, del proprio futuro :

Il mondo cui ci affacciamo – continuano – ci pare follemente bipartito: da un lato i privilegi acquisiti, dall’altro le occasioni perse“.

Una richiesta, indirizzata anche al Ministro Fornero, di svecchiare l’Italia in mano ai figli dei figli, ai privilegiati. I giovani guardano alla propria nazione e al mondo del lavoro con la speranza appena usciti dall’Università di essere pronti e maturi.

Questo processo però deve partire dalla politica, proponendo e attuando le riforme di cui il paese ha bisogno :

Siamo convinti che ora si possa realizzare la tanto agognata inversione di rotta: è tempo di premere l’acceleratore sulle riforme“.

Nel web non sono mancate le polemiche sul contenuto della lettera, per il portavoce di Link-Coordinamento Universitario Luca Spadon la questione suscita ilarità se si guarda ai giovani firmatari, provenienti dalle università private :

C’è una generazione che non crede che si risolvano i problemi eliminando le tutele. L’altro elemento è che stanno dando il mandato a Monti di fare qualsiasi cosa. Mi pare orchestrata ad arte, sia per tempismo che come contenuti.

Sono l’uno per cento della popolazione giovanile, a cui si dà il massimo spazio sui media. Io- conclude – voglio lavorare per avere i diritti dei nostri genitori, non per toglierli”.

I giovani di Futuro e libertà, invece, hanno condiviso ogni punto della lettera :

La nostra generazione – commenta il finiano Gianmario Mariniello già figlia della recessione, dovrà anche vivere al di sotto delle proprie possibilità.

Siamo pronti a pagare i debiti fatti dai nostri padri, ma chiediamo al governo di fare le riforme necessarie per superare dualismo nel mercato del lavoro e vincere le sfide del futuro”.



© Riproduzione Riservata

I commenti sono chiusi.