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giovedì, 23 maggio 2013
25 febbraio 2012

In giro per l’Erasmus. Seconda tappa: Roma.

Camille Philardeau è in Master I di Littérature françasie alla Sorbonne Nouvelle di Parigi. Da settembre è in Erasmus a Roma Tre, facoltà di Letteratura, Lingue, e Comunicazione Internazionale. Crede che gli Erasmus siano assegnati senza molto criterio nei dipartimenti delle facoltà italiane, dal momento in cui anche una sua amica tedesca, studentessa in Geografia, è inscritta lì. Incontro Camille a Roma, a quasi cinque mesi dall’inizio del suo Erasmus. L’avevo già vista settembre, ora però parla italiano perfettamente.

Qual è l’iter che hai dovuto seguire alla Sorbonne Nouvelle per vincere questa borsa di studio?

Si possono scegliere due destinazioni. Ho scelto Roma perché volevo imparare l’italiano; al secondo posto c’era Dublino per l’inglese. E’ l’Università che decide se accettare la tua domanda o no. In realtà c’erano altre città italiane che potevo scegliere ma sono voluta venire qui per la storia e per l’arte. Perché è un luogo incredibile. Inoltre alla Sorbonne Nouvelle non mi sembra che ci siano molti studenti a fare richiesta per l’Erasmus. Ne ho conosciuti solo tre.

Con quali modalità hai trovato casa?

Ero terrorizzata dal non trovare un alloggio. Non avevo la minima idea di come fare. Al momento della vincita della borsa di studio, Roma Tre si era limitata a registrare il mio nome in quanto Erasmus incoming. Non credo che la mia Università francese e Roma Tre fossero in contatto. O comunque non ho ricevuto nessun materiale informativo. Casualmente una ragazza francese mi ha indicato il link di Roma Tre in cui era possibile fare richiesta per un alloggio. Mi hanno indicato il nome di un proprietario di appartamenti. Sono venuta all’inizio di settembre per vedere la stanza in Viale Marconi. Sapevo solo che avrei dovuto condividerla con una tedesca e una spagnola. Mi è piaciuta, ora abito lì.

Quanto è pesato il fatto di essere arrivata a Roma non sapendo l’italiano?

In realtà alle scuole medie ho studiato un po’ di italiano e prima di partire ho seguito un corso base nella mia Università. All’inizio è stato orribile perché quando andavo all’Ufficio Erasmus non capivo una parola. Dopo due settimane, stando sempre con studenti spagnoli, è andata meglio. Quando ho sostenuto il test di lingua, paradossalmente sono finita al livello avanzato! Pur non partecipando a feste Erasmus, gite organizzate, mi è stato facile conoscere altri stranieri. Mi ero ripromessa che qui non avrei frequentato studenti francesi, e così è stato.

Quando ti ho incontrata la prima volta mi parlavi della difficoltà a trovare associazioni che organizzassero attività extrauniversitarie. Sei riuscita a trovare quello che cercavi?

Ero spaesata perché quasi tutte le università francesi propongono corsi gratuiti di vario genere e sport. A Roma Tre sono riuscita ad iscrivermi ad un coro e ad un corso di scacchi. Ho con me il violoncello, ma l’unica scuola che ho trovato a Testaccio  era troppo cara. Tramite alcuni amici italiani ho iniziato a seguire un corso di giocoleria e teatro fisco in un’Associazione che organizza corsi di teatro di strada e mimo. Ho trovato da sola tutte queste attività!

E’ da poco finita la sessione d’esami. Quali differenze hai notato rispetto a quella francese?

Di solito tutti gli esami in Francia sono scritti. Il metodo d’esame italiano non mi piace: hai seguito per un semestre un corso e hai solo dieci minuti per mostrare quello che sai. Non mi sembra giusto e mi dà l’impressione di essere troppo casuale. Per entrambi gli esami che ho fatto, ho dovuto aspettare tutta la giornata in aula. Eravamo tutti stanchissimi, non si poteva ripassare per il caos. Mi hanno detto che qui, a volte, è la normalità. Ma quest’attesa è stata orribile!

Le esperienze più belle di quest’Erasmus?

Vivere a Roma mi piace sempre di più. Mi sembra di aver avuto una grande fortuna nell’incontrare gli amici stranieri con cui condivido quest’Erasmus. Ho viaggiato in molte città con il treno o il pullman facendo coach surfing, e vedere Napoli, Tivoli, Procida, la Puglia, Siena è stato emozionante. Da un po’ di tempo poi, sono stata contattata da un professore francese che insegna a Roma Tre e all’Ambasciata di Francia. Organizza pièce di teatro e letture pubbliche di testi francesi. Per questa seconda iniziativa ha contattato tutti gli studenti francesi Erasmus. Io ho accettato di partecipare. Le letture di lettere d’amore, aperte a tutti, si svolgono nel Centro Italo Francese di Roma Tre, due martedì al mese. E’ un’esperienza di cui sono molto contenta.

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