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16 febbraio 2012

Istat certifica la crisi: niente lavoro per giovani e donne

Sanremo, Celentano e farfalle in primo piano in televisione e sui giornali, hanno di fatto un po’ spostato l’attenzione popolare italiana, facendo passare in secondo piano l’audizione del presidente Istat alla Camera in merito ai dati sull’occupazione , a vantaggio dell’audizione dei pseudo big sulla platea canora sanremese.

A sentire i dati sviscerati da Enrico Giovannini alla commissione Bilancio della Camera dei deputati, di sentir cantare passa la voglia e l’immagine delle farfalle viene alla mente solo per l’allegoria del prendere il volo per andare via lontano lontano.

80 mila posti di lavoro in meno, con buona pace di chi è al momento impegnato nella compilazione di un curriculum vitae.

Prendendo in considerazione la prima fascia di età lavorativa, quella che va dai 15 ai 24 anni, la disoccupazione in Italia risulta pari al 31%, seconda solo alla ormai disastrata Spagna.

Per i giovani tra i 18 e i 29 anni, i dati segnalano un miglioramento del tasso di disoccupazione passato dal 20,5% del primo trimestre 2011, al 18,6% del terzo trimestre, restando però a circa 11 punti percentuali al di sopra del tasso di disoccupazione complessivo.

Insomma anche i dati positivi non possono far sorridere e non possono far stare tranquilli:  nonostante i (piccoli) progressi fatti dal nostro Paese, restiamo distanti dal resto dell’Europa di circa 16 punti percentuali in meno rispetto ad esempio ai tassi di occupazione di Spagna e Francia.

I dati non migliorano poi per quanto concerne l’occupazione femminile dove il tasso di inattività rimane tra i più alti in ambito europeo.

In Italia ha un lavoro, una donna su due e solo il 30% è impiegato al Sud, occupando rispetto alla popolazione maschile, lavori altamente precari che terminano in modo unilaterale in caso di gravidanza.

Ora aspettiamo di capire come il nostro Parlamento, farà uso di questi dati raccolti dall’Istat per la definizione di una strategia per l’occupazione che possa portare a qualche soluzione concreta.

Oltre agli ascolti sanremesi, è in netto calo anche la pazienza di tanti giovani disoccupati.

 



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