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24 febbraio 2012

L’Udu ricorre al Tar: in Piemonte erogato solo il 30% delle borse di studio

L’Udu (Unione degli Universitari) si rivolge ancora una volta alla giustizia amministrativa: la materia del contendere, stavolta, sono le borse di studio erogate dall’Edisu, l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario del Piemonte, che per l’anno accademico in corso sono state destinate solamente al 30% degli studenti in possesso dei requisiti per ottenerle. Una percentuale decisamente bassa, specie se si considera che ancora nel 2010 tali borse di studio venivano erogate quasi al 100% degli studenti che dimostravano di averne diritto.

Non è solo la pur evidente sproporzione tra il numero di studenti che ricevevano una borsa di studio sino al 2010 e quello attuale che ha scatenato la reazione dell’Udu: nel motivare la decisione di presentare un ricorso al Tar, sia Simone Baglivo, rappresentante dell’Unione degli universitari presso l’Edisu, che l’avvocato Michele Bonetti, hanno sottolineato il fatto che l’erogazione di borse di studio da parte dell’Edisu è resa possibile, tra l’altro, dal fatto che ogni anno tutti gli universitari piemontesi corrispondono una tassa regionale per il diritto allo studio, e che la drastica riduzione della percentuale degli studenti beneficiari di tali borse di studio è conseguenza diretta di un uso improprio dei fondi derivati dalla stessa tassa regionale. In parole povere, secondo l’Udu i soldi pagati dagli studenti per aiutare i loro colleghi meritevoli ma privi di mezzi sarebbero stati utilizzati, in realtà, per coprire altre voci di spesa non meglio specificate, il che, a giudizio dell’Unione degli universitari, è illegale e lesivo dei diritti costituzionali degli studenti che, pur avendo diritto a ricevere una borsa di studio, si trovano invece a mani vuote.

Su questa spiacevole vicenda ha detto la sua anche Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Udu, che ha messo in relazione quanto si  verificato in Piemonte con la situazione tutt’altro che rosea dell’Università italiana sul tema del diritto allo studio: “Nel nostro Paese” – ha dichiarato Orezzi – “la situazione è drammatica: uno studente su 4 non riceve la borsa di studio pur essendone idoneo per reddito e merito: unici al mondo con queste increscioso fenomeno che va a ledere il diritto allo studio sancito nella nostra Costituzione”. Il coordinatore dell’Udu ha poi aggiunto che un caso come quello del Piemonte finora non si era mai verificato, ma non esclude che situazioni simili possano presentarsi, a breve, in altre regioni italiane.

Nonostante tutto, comunque, l’Udu appare convinta delle proprie ragioni, e Orezzi si è detto fiducioso che il Tar deciderà a favore del ricorso, come già avvenuto in altre situazioni. In effetti, tutto lascia pensare che i fondi destinati al diritto allo studio siano davvero stati utilizzati in maniera impropria, e per questo è probabile che il Tribunale Amministrativo darà ragione, ancora una volta, ai ricorrenti. Certo, se così fosse sarebbe senz’altro una notizia positiva, ma resta il fatto che l’Italia è, tra i Paesi europei, quello in cui il diritto allo studio è meno finanziato: purtroppo questo è un problema la cui soluzione non compete al Tar, ma al governo, che sul punto però è stato finora piuttosto reticente.



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