Ultimo articolo delle 20:04 a cura di Matteo Napoli
venerdì, 31 ottobre 2014
23 febbraio 2012
 

Noi picchiati dalle maestre: confessioni di uno studente

La vita è fatta di storie, alcune sono belle e piacevoli da ricordare, altre sono brutte e si cerca di dimenticarle. Oltre queste c’è un terzo tipo di storie: quelle orribili, quelle che la ragione umana non riesce a spiegarsi e che, prima o poi, tornano a galla. Una di queste storie ha inizio ogni qualvolta un’ insegnante frustrata decide di sfogare la propria rabbia repressa sui suoi alunni, su bambini di 6 anni o poco più che, fino a quel giorno, si fidavano di lei e la consideravano un indispensabile punto di riferimento.

Certe storie stanno venendo a galla sempre più frequentemente negli ultimi anni, perché in Italia finalmente qualcosa è cambiata. Prima c’era l’educazione basata su “mazza e panella”, era cosa normale essere bacchettati, derisi e umiliati. Ora non più. Ora finalmente qualcuno ha cominciato a parlare di dignità della persona e di vivere civile. Ora le famiglie denunciano, senza troppi problemi e senza troppe paure, anzi, con grande rabbia. Ora queste storie vengono alla luce, con tutti i loro orrori e le riflessioni a cui lasciano posto, in attesa che un bambino possa colmare il vuoto del perché.

Capita anche che molto spesso storie come queste agiscano da catalizzatore sulla memoria di bambini che ormai sono cresciuti, sono diventati grandi e magari hanno già un lavoro e una famiglia, oppure studiano per costruirsi il futuro che hanno sempre sognato. Uno di questo bambini cresciuti è Carlo, oggi studente universitario. Il suo vero nome è un altro, ma per rispetto e per convenzione lo chiameremo così, con questo bellissimo nome di origine medievale che significa “uomo”, o meglio, “uomo libero”.

Carlo stava leggendo il giornale, quando ad un certo punto si è soffermato su una notizia: “Picchia i bambini a scuola: arrestata maestra nel vibonese. Durante le lezioni, malmenava con schiaffi e pugni gli scolari più indisciplinati, lanciava loro libri e penne, li strattonava, tirava i loro capelli e inveiva fino a farli piangere.”. Parole che a Carlo non suonano come nuove, lui una situazione simile l’ha vissuta quando aveva sei anni e la sua storia non è mai stata raccontata prima d’ora e non ha mai avuto giustizia. Per questo, dopo quasi vent’anni Carlo si sente in dovere di mettere in guardia tutte le persone che hanno figli in età scolare, perché purtroppo queste sono storie che possono succedere ovunque e in qualsiasi momento, e quello che ha subito lui e i suoi compagni non deve ripetersi in futuro. Carlo ha deciso di affidare il suo messaggio alla nostra testata, raccontandosi in una breve intervista rilasciata in esclusiva per i nostri lettori, che saranno insegnanti e genitori di domani.

Dopo che hai letto l’articolo sul fatto accaduto nel vibonese hai deciso di chiamarmi perché volevi “raccontarmi una storia”. Quale è stata la molla che è scattata in te in quel momento?

Beh, ultimamente si sta verificando un’escalation di violenza a danno soprattutto dei più deboli. Fatti di maltrattamenti subiti da alunni delle scuole primarie sono ormai all’ordine del giorno. Questo è un forte sintomo di recessione dal punto di vista dei valori civili e morali. L’idea che si può educare un bambino anche senza usare la violenza deve partire da noi giovani, a cominciare dal condannare il comportamento di certi “insegnanti”. Una società che non riesce a coltivare con serenità la propria gioventù è una società che ha perso in partenza.

Il tuo è un messaggio preventivo, volto a focalizzare l’attenzione dei futuri genitori e di quelli che hanno figli in età scolare al riconoscimento di alcuni sintomi dei maltrattamenti, in particolare a cosa ti riferisci?

La paura. Un bambino che a scuola viene maltrattato ha paura, non vuole studiare, non vuole andare a scuola. Il ricordo che ho io di quel periodo è che nei giorni in cui avevo quelle determinate maestre non volevo andare a scuola. Cercavo di inventarmi qualsiasi scusa, simulavo di star male, di avere la febbre, il mal di testa o qualsiasi altra cosa pur di non andare a scuola. Stessa cosa facevano i miei compagni di classe. A scuola si cercava di fare il più possibile per non suscitare una reazione da parte dell’insegnante, ma avevamo 6-7 anni e si sa, prima o poi un errore nel dettato o nel compitino ci scappava e quello, come tanti altri, era un pretesto sufficiente per alzare le mani.

Dal tuo racconto mi sembra di capire che nel tuo caso i maltrattamenti provenivano da più maestre giusto?

Si, da due. Una era una persona stimatissima e molto nota in paese, di alto ceto sociale e molto religiosa. L’altra era una suora.

E in particolare che maltrattamenti subivate?

Il minimo che potevi subire oltre al rimprovero era una tirata di orecchio. Te ne prendeva uno o entrambi e te li tirava e torceva nello stesso tempo, questo era particolarmente doloroso, specialmente per me che tra l’altro soffrivo spessissimo di otite. Oltre a questo a volte si arrivava a spinte, schiaffi, calci, tirate di capelli, niente di diverso da quanto emerso nell’indagine alla scuola nel vibonese. Poi se scoppiavamo a piangere (ed era facile che succedesse) ci deridevano e ci dicevano: “adesso mi raccomando, andate a dirlo a casa che la maestra vi ha menato”.

C’è un episodio che più di tutti ti è rimasto impresso nella mente?

Si, un giorno, non ricordo per quale motivo, la suora cominciò a rimproverarmi gridandomi con il suo volto a 5 centimetri dal mio. Non feci a tempo a dire una parola per discolparmi, che mi arrivò una cinquina fortissima, dritta dritta in pieno volto, sulla guancia. Sentì un dolore acuto, pungente, che ben presto lasciò spazio ad un calore e una insensibilità della parte che mi portai dietro per almeno mezz’ora.

E i vostri genitori di tutto ciò non sapevano nulla?

Intimoriti come eravamo ci si era barricati dietro un muro di omertà. Le botte le prendevamo tutti e così qualcuno di noi cominciò a cedere e a raccontare tutto ai genitori, che a loro volta parlavano con altri genitori e così via. Cominciarono così a fioccare le proteste sia alle dirette interessate che alla direzione della scuola e al provveditorato agli studi.

E vennero presi provvedimenti?

No, praticamente nessuno. Per un periodo una delle insegnanti mancò da scuola per malattia se non ricordo male. Finì li la questione.

Nessuno decise di rivolgersi alle forze dell’ordine?

Assolutamente no. In quei tempi non si denunciava con la stessa facilità e disinvoltura di adesso.

Cosa è cambiato da ieri ad oggi?

Prima la mentalità era diversa. Se la maestra ti picchiava sicuramente aveva le sue buone ragioni, dunque i genitori più che difenderti ti mettevano in punizione. Molto spesso ci sentivamo dire di essere fortunati, perché fino a venti-trenta anni prima le maestre usavano punizioni ancora peggiori, dalle tradizionali bacchettate fino al far stare ore e ore i bambini in ginocchio sui sassolini per punizione.

Per completezza, dov’è che si sono svolti i fatti?

In una scuola elementare di un paesino del Lazio.

E queste persone insegnano ancora?

Che io sappia no, dovrebbero essere andate in pensione per anzianità.

Se un giorno tu dovessi rincontrare una di queste maestre cosa le diresti?

Che dovrebbe vergognarsi. Certa gente prova soddisfazione ad imporre il proprio potere su persone che non sono in grado di reagire. Prima ero 40 centimetri più basso di loro, ora sono io a guardarle dall’alto verso il basso. In tutti i sensi.

 

© Riproduzione Riservata

Leggi anche



Ricerca Articoli

Ricerca Appunti

Ricerca Annunci

Ricerca

Bicocca sul Rosa per perforazione in ghiaccio più ...

Università degli Studi di Milano – Bicocca - Spedizione Bicocca sul Rosa per perforazione in ghiaccio più profonda mai tentata in Italia Ricerca Bicocca I ...

Erasmus

Erasmus: Bando per borse Erasmus+ per la mobilità di ...

Università degli Studi di Perugia - Bando per borse Erasmus+ per la mobilità di studenti Erasmus Le domande per per borse Erasmus+ entro le ore 12 del 7 aprile ...

Arts & Entertainment

Cultura
Migrazioni Ieri e Oggi: Unisa e ...

Università degli Studi di Salerno - Migrazioni ieri e oggi. Americhe, Europa e Italia a ...

Spettacoli
Premio Charlot 2014: XXVI Edizione ...

XXVI Edizione Premio Charlot. Mercoledì e giovedì la prima edizione de “Il Monello” ovvero ...

Eventi
Festa della Pizza patrimonio ...

La Festa della Pizza evento tanto atteso che ha girato nel corso degli anni, l’Italia e ...

Cinema
Suor Cristina, The Voice 2014: ...

Suor Cristina vince The Voice 2014, la suora canta "Lungo la Riva" di Neffa e conquista pubblico ...

Associazioni

Patto Scuola Governo Renzi, 10 ottobre 2014 sciopero ...

10 ottobre: studenti marchigiani in piazza, protesta della rete studenti medi sul patto scuola Renzi Sciopero studenti sul patto scuola Dopo pochi giorni ...

Sport

Triathlon a Uniud: condizioni agevolate, bando per ...

Università degli Studi di Udine - Iscriversi all’università di udine a condizioni agevolate: bando per studenti triatleti Triathlon Pubblicato l’avviso di ...