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sabato, 22 novembre 2014
14 febbraio 2012
 

Olimpiadi 2020: l’uomo del Monti ha detto no

Ormai è ufficiale: delle Olimpiadi Roma 2020 ai posteri resterà solo il logo preparato dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

L’uomo del Monti ha detto no. Un rischio troppo grande per le magre casse italiane e ancora di più per le già colpite tasche degli italiani.

Il presidente del Consiglio, dopo una discussione tecnica con il governo tecnico sul tema tecnico delle Olimpiadi, ha comunicato  al presidente del Comitato organizzatore, Mario Pescante, al presidente del Coni, Petrucci e al sindaco di Roma,  Alemanno, il passo indietro definitivo alla candidatura italiana per i Giochi 2020.

Tanti complimenti per la proposta avanzata ma il periodo è grigio tendente al nero e di giocare c’è poca voglia.

L’obbiettivo per i prossimi 20 anni è il rientro dal debito e badare anche al successo di un Olimpiade non è cosa facile per la politica italiana.

La notizia della non candidatura italiana, ha subito portato alla formazione di due scuole di pensiero pronte a darsi battaglia su giornali e carta stampata: i “pro Monti no Giochi“, e i “no Monti pro Giochi“.

Opportunità o rischio, occasione sprecata per  un rilancio economico del Paese con infrastrutture e possibilità lavorative anche per tanti giovani o crisi che comporta sacrifici e profilo basso da mantenere a 360 gradi.

L’unica certezza è che l’organizzazione dei grandi eventi in Italia ha portato spesso a creare cattedrali nel deserto ed ha sempre fatto lavorare il doppio la magistratura.

Italia 90, l’Olimpiade invernale di Torino e i Mondiali di Nuoto 2009 a Roma, sono lì a testimoniare preventivi mai rispettati, opere nate vecchie, opere utili solo all’evento e poi dismesse e opere ancora non terminate.

Insomma, tralasciando la questione pro e contro,  siamo sicuri che anche se Roma fossa stata candidata, con queste premesse, avrebbe avuto speranze di battere la concorrenza di Madrid, Tokyo, Istanbul, Doha e Baku?

Va bene lo spirito e l’orgoglio  italico ma forse è davvero il momento sbagliato per mettersi a giocare.

 

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