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21 febbraio 2012

Profumo contestato a Verona

Aria tesa e forse qualche manganellata di troppo al Polo Zanotto dell’ Università di Verona durante l’inaugurazione dell’anno accademico del 20 febbraio.

Complice l’importante ospite, Francesco Profumo, attuale ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, i militanti del Blocco studentesco hanno cercato un confronto per manifestare il loro dissenso nei confronti del governo Monti.

I circa 200 ragazzi facenti parte dell’organizzazione studentesca di CasaPaund, hanno organizzato un corteo, regolarmente autorizzato, per le strade della città ma poi giunti in prossimità del Polo Zanotto, sono stati bloccati e respinti dalle forze dell’ordine che vigilavano all’ingresso dell’Università.

Il responsabile nazionale del Blocco Studentesco Università, Davide Di Stefano, ha manifestato perplessità sull’operato delle forze dell’ordine e sulla impossibilità data agli studenti universitari, di esprimere in modo pacifico al ministro di competenza, il rifiuto per la creazione di atenei di serie “A” e atenei di serie “B”, frutto a loro parere, di scelte politiche universitarie completamente sbagliate e volte a favorire i più ricchi.

Il responsabile per il Veneto del Blocco Studentesco, Alessandro Gandini, ha aggiunto che le proteste  e le iniziative studentesche continueranno al fine di garantire una università pubblica ma di qualità e accessibile a tutti, combattendo l’operato di questo governo tecnico in cui loro non si riconoscono.

Il Ministro Profumo dal canto suo ha dichiarato che gli studenti “indignati” delle università devono essere ascoltati e che bisogna provare a ragionare con loro per trovare delle soluzioni, anche se non sono quelle definitive.

Nel credo (anche del Ministro) che la dialettica sia un elemento di crescita, l’auspicio è che le riforme universitarie non vengano concertate senza confrontarsi con gli studenti (come accade spesso/sempre) ma che finalmente possa iniziare nelle sedi opportune un’analisi ed un confronto sull’Università italiana che parta proprio dalle voci (diversificate) dei giovani  universitari.



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