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24 febbraio 2012

Profumo: erasmus formativo sia per gli studenti che per le università

Ormai da qualche mese Francesco Profumo, 58 anni, è il nuovo ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca del governo di Mario Monti. Proprio per volere del nuovo premier si è formato un governo di ”tecnici”, difatti Profumo vanta un lungo trascorso universitario: ricordiamo che dal 2005 al 2011 è stato rettore al Politecnico di Torino. Da una recente AGI, il nuovo ministro si è pronunciato in merito all’Erasmus affermando come quest’esperienza sia una grande occasione di crescita per i ragazzi che decidono di intraprenderla.

Se e’ vero che studiare all’estero, lontano dalle proprie famiglie e da sicurezze cementate nel tempo, rappresenta una sfida e insieme una prova di maturita’ per gli studenti, e’ anche vero che si tratta di un’opportunita’ di crescita e miglioramento per le nostre istituzioni universitarie” spiega il ministro in un articolo su La Stampa commentando i 25 anni del progetto di mobilità studentesca. “Dover insegnare a studenti stranieri – ha aggiunto – e offrire lezioni e servizi accessibili a chi proviene da un’altra cultura e parla una lingua diversa, hanno rappresentato il motore che ha spinto sempre di piu’ i nostri atenei verso l’internazionalizzazione dell’offerta didattica.”

Come si nota da queste parole pronunciate da Profumo difatti, il ministro oltre che porre l’accento sull’importanza del progetto per coloro che decidono di studiare in un’ università all’estero, si sofferma sul fatto che l’Erasmus sia vitale anche per le università ospitanti, e quindi anche per gli stessi atenei italiani che accolgono gli studenti stranieri.
Grande occasione di crescita quindi sia per i sempre più numerosi ragazzi che decidono di intraprendere questa bellissima esperienza, sia per le stesse università che si avviano ad essere sempre più multiculturali. L’importanza di questo progetto in continua crescita potrà, sempre a dire del Ministro, risultare ancora più vantaggioso nell’arco di pochissimi anni: ”nuove generazioni di cittadini a loro agio con le lingue straniere, le culture diverse e le piu’ svariate opportunita’ professionali saranno il vero cemento dell’Unione Europea”.



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