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23 febbraio 2012

Quel sale irritante nella capitale: realtà o ignoranza?

Sta facendo molto scalpore in questi giorni la notizia riportata da numerosi quotidiani locali, a cominciare dal free-press “Leggo”, circa la protesta dell’ USB (Unione Sindacale di Base) contro casi di sospetto utilizzo, da parte dell’ AMA, di cloruro di calcio come sale anti-ghiaccio durante l’emergenza neve.

L’esposto è stato presentato dagli esponenti dell’USB al Prefetto di Roma, alla Procura della Repubblica, al Sindaco, al Commissario ad acta per la Sanità del Lazio, a tutte le ASL di Roma e all’Ispettorato del Lavoro, con lo scopo di chiedere degli accertamenti sulle eventuali responsabilità di gravi negligenze ed omissioni in materia di sicurezza sul lavoro. Il piatto forte dell’esposto sembrerebbe essere l’impiego, da parte dei mezzi spargisale dell’AMA, di una sostanza chiamata Sodio Cloruro Diidrato Solvay al posto del sale.

Questa sostanza contenuta nei sacchi distribuiti per fronteggiare l’emergenza neve sarebbe, secondo gli stessi esponenti dell’USB, estremamente pericolosa per la popolazione e per i lavoratori in quanto fortemente irritante e adatta solo per l’uso in luoghi non frequentati. “Siamo venuti a conoscenza di alcune scelte gravissime dell’AMA – spiega Maria Teresa Pascucci, dell’Esecutivo provinciale USB di Roma – che, se verranno confermate, dimostrano una condotta assolutamente irresponsabile da parte dell’azienda riguardo alla sicurezza sul lavoro ed alla salute pubblica“.

Si parla dunque di gravi danni alla salute pubblica, in quanto quella particolare sostanza (il famigerato calcio cloruro diidrato) sembrerebbe essere stata sparsa ovunque per la città: non solo sulle strade ma anche davanti le scuole, le università, gli ingressi delle metropolitane e i marciapiedi. Motivo per cui l’USB ha anche indetto una manifestazione di protesta prevista per il 28 febbraio, oltre ad aver messo a disposizione il proprio servizio legale per eventuali richieste di risarcimento danni.

Ma la situazione è veramente questa? Forse in una nazione come l’Italia, dove molto spesso si parla per sentito dire, si tende sempre ad ingigantire problemi inconsistenti e a sminuire, invece, quelli seri. La protesta portata avanti per l’utilizzo del cloruro di calcio è sicuramente un azzardo, buono per stimolare una opinione pubblica disorientata e ferita dalla continua informazione negativa che ogni giorno riceve, ma inaccettabile per chi invece dovrebbe tutelare i cittadini, non portarli a credere di essere stati sottoposti ad un “attacco chimico”.

Il calcio cloruro diidrato Solvay è un sale, proprio come il più famoso cugino “cloruro di sodio” (il comune sale da cucina), prodotto dalla Solvay di Rosignano (in Toscana) secondo un processo di cui è proprietaria (processo Solvay). Il cloruro di calcio, oltre ad essere utilizzato in basse dosi anche in campo alimentare, farmaceutico e domestico, è utilizzato a tonnellate in tutto il mondo durante l’inverno per combattere il ghiaccio. Si, proprio così, tutto il mondo lo utilizza, acquistandolo prima dell’inverno a prezzi agevolati dalla stessa Solvay, non vedo perché Roma debba fare eccezione.

I vantaggi del cloruro di calcio rispetto a quello di sodio sono notevoli, a cominciare dalla sua solubilità, che ne permette la completa dissoluzione in poco tempo. Un sale agisce su una soluzione (in questo caso quella in cui il solvente è l’acqua in equilibrio tra la fase solida e quella liquida) abbassandone il punto di congelamento, questo fenomeno è noto ai chimici come abbassamento crioscopico ed è direttamente proporzionale al prodotto tra la concentrazione molale della soluzione moltiplicata per una costante caratteristica del solvente, detta costante crioscopica. Queste proprietà, dette colligative, dipendono esclusivamente dalla quantità di sostanza e non dalla sua natura chimica e, ad un occhio chimicamente allenato, è subito evidente che il cloruro di calcio libera in soluzione 3 ioni al posto dei 2 del cloruro di sodio, questo lo rende notevolmente più attivo. Ma la vera ragione della sua efficacia sta nel calore che questa sostanza rilascia nel momento in cui si scioglie in acqua. Grazie a questa esotermicità è possibile sciogliere in pochissimo tempo i lastroni di ghiaccio formatisi, oltre che prevenirne la formazione di ulteriori.

Gli svantaggi del cloruro di calcio sono soprattutto economici: il suo costo è circa cinque volte più elevato rispetto a quello del cloruro di sodio. Irritante? Si, ma non se usato in maniera adeguata. Il fatto di essere irritante è dovuto al calore che si libera nel momento in cui reagisce con acqua e, sappiamo con certezza, che le nostre mucose sono umide, quindi contengono acqua pronta a reagire. Questo significa che, inalare o ingerire una certa quantità di questo sale polverizzato potrebbe avere effetti irritanti dovuti alle ustioni provocate dal calore. Ma da qui a parlare di grave rischio per la salute pubblica ce ne vuole, forse queste persone sono rimaste troppo entusiaste del libro di Anna Politkovskaja “Proibito Parlare” nel quale è descritto l’uso del cloruro di calcio per inalazione come strumento di tortura da parte dell’esercito federale russo durante il conflitto ceceno. Non credo che i romani siano così ingenui da polverizzarlo, farne le righe con la mastercard e tirarlo su come fosse coca.



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