• Google+
  • Commenta
25 febbraio 2012

Sul tradimento

Il tradimento, in qualsiasi relazione d’amore, sia come coppia che come amici, vissuto realmente o solo immaginato, è qualcosa che possiamo definire devastante, a meno che non sicerchi di comprenderne l’origine, la dinamica in vista di un superamento.

Ogni essere umano tende, durante una relazione affettiva importante, a ripercorrere la relazione di attaccamento infantile, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, proprio su questa testata giornalistica. I sentimenti di protezione e sicurezza che si sono provatidurante la prima infanzia, da zero a tre anni, costituiscono la base delle successive relazioni affettive dell’età adulta, a partire dall’adolescenza.

Durante una relazione d’amore, questi sentimenti sono determinanti per il mantenimento della stessa relazione e diventano il fondamento di un ulteriore patto relazionale che possiamo definire di esclusività, grazie al quale i membri della coppia, sia di amici che di amanti, decidono di scambiarsi vicendevolmente azioni e comportamenti di certezza affidataria.

Il tradimento esprime dunque la caduta di questa certezza, almeno per il periodo in cui uno dei due membri della relazione d’amore tradisce, ed aumenta la gravità psicologica di tale atteggiamento più lungo è il tempo in cui la persona perpetua la condotta fedifraga.

Quando, invece, il patto di esclusività non viene in qualche modo stipulato non possiamo parlare di tradimento. È per questo motivo che in tutte le culture esiste il matrimonio, proprio per salvaguardare e sancire pubblicamente l’esistenza di una esclusività d’amore e di comportamenti fra i due nubendi, grazie al quale si garantisce anche alla società la cura della prole possibile fra i due. È così che un patto di esclusività fra due persone si trasforma in un altrettanto importante patto di fiducia fra la coppia e la società stessa, che appunto la riconosce come tale.

Fra due amici, sia maschi che femmine, con le dovute differenze comportamentali di genere, questo tipo di relazione stretta è presente specialmente durante l’adolescenza, un periodo affettivamente tumultuoso, all’interno del quale la ricerca della propria autonoma identità personale va di pari passo con quella sociale, grazie alla quale ogni adolescente si sente amato dal gruppo per quello che è. I diversi esempi di criptografia adolescenziale, tipici di questo periodo, dimostrano in effetti l’esigenza di sperimentarsi all’interno di un rapporto esclusivo, dal quale gli adulti sono allontanati per percepirsi potentemente complici.

Quando si viene traditi, la persona che subisce tale situazione di sente umiliata, ferita profondamente e vittima di una ingiustizia, in nome della quale ogni sua precedente dedizione ed accudimento emergono improvvisamente come espressioni di un errore madornale. Ci si chiede se tutto il tempo investito in quella persona sia stata una cosa ragionevole, oppure il frutto del prolungamento di miraggi adolescenziali, a volte, persino infantili.

[adsense]

Nello stesso tempo, il tradito/a si chiede “il perché” non abbia saputo in qualche misura salvaguardarsi dal tradimento, desiderando comprendere in quali momenti possa aver commesso errori tali da ritrovarsi ora senza la persona che ha amato e che continua ad amare. È un fulmine a ciel sereno, anche quando la cosa è reciproca, perché tali domande nascono in entrambi i casi, dove ognuno è tanto tradito quanto traditore!

Il termine tradire deriva dal latino tradere, che significa “dare, affidare, consegnare” e da qui nasce il significato di tradizione, intendendo la consegna di qualche cosa di  antico nelle mani dei giovani e quindi del futuro. Il termine è però utilizzato anche in un’altra accezione, quella per cui significa “rivelare inopportunamente”, come nel caso in cui si legge di un personaggio che “la lacrima tradisce la sua emozione”. In questo caro, il tradire svela una verità, un’emozione forte. Ed ecco perché nel concetto di tradimento vi è tanto la dimensione dell’abbandono quanto della verità.

Questo duplice significato è in effetti ciò che maggiormente ferisce la persona tradita, anche se, secondo noi, può essere utilizzato come il punto di partenza perché la mente del traditore cominci a valutare il comportamento attuato.

Infatti, se con il termine ci possiamo riferire anche al concetto di “verità”, è proprio su questa che è possibile costruire un percorso di autoconsapevolezza nel traditore, grazie al quale egli stesso pervenga alla scoperta di una verità che è rimasta inespressa, inibita e forse rimossa, nella relazione d’amore primigenia.

Se dunque il tradimento è il frutto di un atto poco ragionevole per cui si esprime un malessere all’interno della coppia, che in qualche modo nasconde una propria verità condivisa, l’occasione dell’errore affettivo può rivelarsi un momento di crescita comune, puntando proprio sulla seconda accezione del termine tradire.

Certo, per fare questo è necessaria la presenza di un dialogo forte, chiaro e sincero nella coppia che, se vuole in qualche modo rimediare, non lo può fare se non investendo energie positive ed affettive sulla verità e non sul malessere interiore.

Anche per questo, come sempre, ci vuole coraggio, ossia cuore.

Alessandro Bertirotti



© Riproduzione Riservata

I commenti sono chiusi.