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20 febbraio 2012

Università, Zaia propone federalismo e codici etici

Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo è atteso in Veneto per l’inaugurazione dell’anno accademico negli atenei di Padova e di Verona, e il governatore Luca Zaia approfitta dell’occasione per esporre alcune delle sue idee per rilanciare l’università italiana. Tra le proposte dell’esponente leghista ce ne sono due che si distinguono in particolar modo e che, verosimilmente, daranno il via ad un dibattito più ampio: quella sulla riorganizzazione degli atenei in senso federalista e autonomista e quella sul codice etico e le norme anti-parentopoli.

Zaia ha espresso queste idee nel corso di un’intervista concessa all’Ansa in occasione della visita del ministro: in primo luogo, il governatore veneto ha suggerito di implementare un sistema di rating delle università italiane. Così facendo, lo Stato dovrebbe essere in grado di distribuire in maniera diversa i finanziamenti agli atenei, premiando quelli più meritevoli (tra i quali Zaia include, ovviamente, tutte le università del Veneto) e punendo quelli più inefficienti. In seconda battuta, il governatore ha avanzato al ministro Profumo la richiesta di rendere maggiormente autonome le università italiane, le quali, secondo l’ex ministro dell’Agricoltura, dovrebbero avere come punto di riferimento le comunità regionali ed essere messe nella condizione di dotarsi di “costituzioni” autonome, di avere completa libertà di corsi e di ricerca e di dotarsi di metodi contabili di tipo privatistico e non statale. Questa totale deregulation dovrebbe, secondo Zaia, far sì che “…il sistema universitario nazionale si regga su una competizione leggibile dal mercato del lavoro e delle professioni…”.

La seconda proposta avanzata dal governatore del Veneto è quella riguardante le norme anti-parentopoli: per fare in modo che l’università italiana premi realmente gli studenti più bravi e meritevoli, l’unica soluzione, secondo Zaia, è quella di dotare tutti gli atenei di un rigoroso codice etico.

Ovviamente, trattandosi di idee espresse nel corso di un’intervista, è difficile dare giudizi definitivi sulle proposte di Zaia. Ad una prima occhiata, però, non si direbbe che possano contribuire ad un miglioramento effettivo della situazione: l’idea della svolta in senso autonomista sembra pensata per consentire ai “baroni” (sempre osteggiati, a parole, dal governo di cui faceva parte) di crearsi degli atenei fatti a loro immagine e somiglianza, e la proposta di adottare per le università sistemi di contabilità di tipo privatistico non appare, francamente, delle più brillanti. Quanto ai codici etici, si tratta di un’idea senza dubbio condivisibile ma che deve essere sviluppata in modo adeguato. Vedremo cosa ne dirà il ministro, di questi suggerimenti.



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