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22 marzo 2012

“17 ragazze”: quando un film fa scattare la censura. In Italia

17 filles, film d’esordio delle sorelle Muriel e Delphine Coulin, narra la storia di 17 ragazze di 17 anni che frequentano la medesima scuola e decidono volontariamente di rimanere incinta nello stesso periodo. E’ un fatto accaduto realmente negli Usa, anche se le registe hanno ambientato la storia in Francia. Nel 2008 un vivace gruppo di teenager prende questa decisione come atto di libertà e soprattutto di ribellione contro il mondo adulto.
Questa pellicola uscirà in Italia domani. E sarà vietata ai minori di 14 anni. Si dicono sorprese le due sorelle. “Mi sorprende che l’Italia abbia reagito censurando visto che siamo in un paese il cui ex presidente, per il suo compleanno, si sarebbe fatto regalare una minorenne per allietare la serata” ha detto Muriel.

 

In Francia è uscito senza alcun taglio, è stato acquistato in America, ha ricevuto al Festival di Cannes il Semaine de La Critique, ha vinto persino il Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival. Tuttavia la commissione censura ha ritenuto opportuno applicare il bollino del divieto. C’è il rischio di “emulazione” perché “i minori non sono in grado di elaborare il senso profondo del film che risulta invece particolarmente adatto ad un pubblico più adulto in grado di coglierne il significato profondo“.

L’intento delle sorelle Coulin era quello di “mostrare delle ragazze che hanno avuto il coraggio di ribellarsi“. Forse la forma di ribellione da parte di queste giovani donne non sarà stata la migliore, ma sicuramente è da apprezzare la loro temerarietà. In ultima battuta, le registe dicono – “rischio di emulazione? In Francia non c’è stata un’epidemia di gravidanze quando il film è uscito“.
E’ certamente un ritratto insolito dell’adolescenza. Anche se, a pensarci bene, nemmeno più di tanto. Si pensi ai programmi e serie tv che vanno in onda su MTV, in tutti si affronta il tema della maternità in fase adolescenziale: 16 anni e incinta, Teen mom, La vita segreta di una teenager americana. Il punto è che il film ha l’obiettivo di far suscitare ai ragazzi, soprattutto di questa fascia d’età, una riflessione profonda, non banale e superficiale in quanto si affrontano temi quali la gravidanza, il corpo della donna e l’adolescenza con uno sguardo lucido, critico e mai volgare.
Ciò che sconcerta maggiormente è che, oltre al grado di censura assegnato al film, proprio una psicologa pedagoga si è schierata dalla parte del divieto. Quest’ultimo sarebbe scattato soprattutto a causa di una scena in cui le ragazze fumano degli spinelli (scena comprensibile in quanto si tratta di un racconto che si focalizza sul disagio adolescenziale). Ora, la storia del cinema potrebbe passare in rassegna pellicole e pellicole in cui giovani teenager fumano cannabis (se non peggio). Ciò che davvero suscita scandalo è il pancione!
Ma, non è forse vero che, in Francia, come in America e come in Italia, ci sono tantissimi casi di giovani donne quindicenni che hanno già un pupo da accudire? Spesso la loro motivazione riguardo il loro stato interessante è – “è capitato” o “pensavamo che non potesse accadere“.  Quindi, anziché celare gli occhi e vietare di vedere il film (che può essere scaricato dalla rete tra qualche tempo) si dovrebbe organizzare una visione collettiva nelle scuole, con professori e psicologi, aprendo dopo una discussione in merito. Perché, almeno le 17 ragazze hanno coscientemente preso questa decisione scegliendo di diventare mamme. Mentre accade spesso che le menti di molte teenager siano talmente anestitizzate che non hanno la ben che minima idea di ciò che hanno fatto.



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