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19 marzo 2012

A Imola il teatro entra nei condomini, contro la solitudine


A Imola, “Nessuno rimanga indietro”. Questo è il titolo di un progetto che ha come promotori undici organizzazioni sociali, unite dall’intento comune di non lasciare nell’isolamento le categorie sociali più svantaggiate: disabili, anziani, ma anche chi semplicemente vive in situazioni difficili.

Uno dei casi presi di mira dall’assessore con delega al Volontariato, Ivan Vigna, sabato 17 marzo, nell’ambito dell’incontro che presentava il progetto al Comune, è quello dei condomini, dove non è raro che esistano rapporti molto deboli o, addirittura, conflittuali tra le persone.

Proprio i condomini diventeranno il teatro di azioni che avranno l’obiettivo non solo di portare un’ora di allegria, ma anche di smussare i rapporti spigolosi che esistono tra chi condivide lo stesso palazzo.

Gli spettacoli “a domicilio” – tre quelli previsti – saranno curati dal gruppo teatrale “Bottega del buonumore”, diretto da Davide Dalfiume, e vedranno la partecipazione diretta degli astanti.

Auser Volontariato Imola, Anteas, La Bottega del buonumore, Avis comunale Imola, Iniziative Parkinsoniane Imolesi, La Giostra, Gruppo Amici insieme, Insalute, Univoc, Il Ponte azzurro, Comitato a Tutela dei diritti sono le organizzazioni coinvolte nel progetto, che nasce con l’obiettivo di «andare incontro alle esigenze delle persone più svantaggiate, proponendo incontri di danza e formativi, spettacoli, aperitivi all’aperto proprio lì dove stanno, andando da loro», afferma Mario Peppi, presidente dell’ Auser.

Il programma del progetto si estende su un arco di tempo che va dal 23 marzo fino a giugno inoltrato e si apre con uno spettacolo presso il Centro Anziani, in via del Tiro a Segno.

In un’epoca in cui la società ricorre ai mezzi più facili per entrare in contatto (che sono però anche i più fallaci) e in cui chi non si adegua alle nuove tecnologie rischia di restare fuori, il teatro può rappresentare l’antidoto efficace per curare una delle malattie più comuni del terzo millennio: la solitudine.



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