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17 marzo 2012

Biciclette condivise: alternativa ecologica e funzionale

In un mondo in cui diverse e sconsiderate attività umane sembrano aver causato, con l’emissione di gas Clorofuorocarburi, addirittura un assottigliamento dello strato di ozono della stratosfera, è essenziale tentare con ogni mezzo di non aggravare ulteriormente la situazione. Nel corso degli anni, in tutta la nazione sono state organizzate diverse giornate dedicate all’ambiente (giornate a piedi, maratone, strade chiuse alle automobili) per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo a questo pernicioso problema. In diverse città italiane, per esempio, è stata finalmente realizzata l’installazione di punti in cui è possibile affittare una bicicletta velocemente e a poco prezzo, in alternativa al quotidiano uso delle automobili.

Torino, in particolare, è una delle città in cui quest’iniziativa ha avuto più successo in Italia, con l’installazione di circa 700 bici. Nonostante non sia una metropoli del tutto adatta all’uso quotidiano e costante di questi mezzi (per la mancanza di tratti di pista ciclabile collegati gli uni agli altri e a diverse zone della città),  l’iniziativa ha riscosso enorme fortuna tra gli studenti dell’Università e del Politecnico.

Giulia, una studentessa iscritta al corso di laurea in Filosofia, racconta: “Io non vivo a Torino, ma ad Asti. Ogni giorno, dopo la lezione, devo correre alla  stazione di Porta Nuova per evitare di perdere il treno e spesso mi capita di aspettare l’arrivo del pullman n°68, per poi trovarlo talmente affollato da non riuscire nemmeno a salire. Il servizio ToBike è stato una vera rivelazione.
Si può trovare un punto “Bike sharing”, infatti, proprio all’uscita da Palazzo Nuovo.

Il programma è stato messo in atto anche nel resto d’Europa, con risultati infinitamente maggiori e migliori: il numero delle biciclette disponibili, in una qualsiasi città dell’Unione, è di solito più del doppio di quello torinese. I motivi per i quali il Bike Sharing ha ancora un’importanza marginale in Italia sono sempre gli stessi: mancanza di spazio e di una pianificazione costante e assennata, e la cronica mancanza di fondi. La situazione sembra, però, in fase di miglioramento. Il sito del Comune di Torino, in merito, afferma: “Entro l’estate 2012 verrà completata la prima fase che prevede 116 stazioni nell’area che va dalla zona Ospedali a Corso Regina e dal Po al Politecnico. E’ già stato programmato l’ampliamento del servizio con ulteriori 77 stazioni. Un sistema di monitoraggio in tempo reale consente di conoscere sempre sul portale web le stazioni attive, il numero esatto di biciclette disponibili e di parcheggi liberi.

L’iniziativa è anche riuscita ad ispirare numerose persone: continua ad aumentare il numero di mezzi a due ruote che circolano per le strade torinesi e la maggior parte non appartiene al ToBike.



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