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12 marzo 2012

Neolaureati: tanto lavoro ma pochi posti fissi

Luci ed ombre nel 14esimo rapporto AlmaLaurea relativo all’Università di Bologna: dalle interviste agli studenti ed agli ex studenti laureati da un anno realizzate nel 2011 emerge, sostanzialmente, che tutto sommato il lavoro non manca (per quanto ce ne può essere in un periodo di crisi come questo), ma che il posto fisso resta, per la stragrande maggioranza dei ragazzi, una chimera.

Gli studenti interpellati, che hanno risposto in una percentuale dell’86-88%, sono in totale 12.668 (8.240 con laurea triennale e 4.428 con laurea specialistica). Cominciamo dai dati relativi ai laureati triennali: tra questi, gli occupati ad un anno dalla laurea sono circa il 46%, un dato leggermente superiore alla media nazionale che è del 44%, e in questo 46% bisogna fare un’ulteriore distinzione tra chi si dedica esclusivamente al lavoro, il 32%, e chi coniuga lavoro e laurea specialistica, il 14%. Per quanto riguarda il proseguimento degli studi, dal rapporto risulta che il 55% degli studenti segue un corso di laurea specialistica: di questi, il 14%, come si  detto, lavora e studia, mentre il 41% è dedito esclusivamente allo studio. Infine, il 9% dei laureati triennali al momento non lavora né studia, e si dichiara in cerca di occupazione.

Anche il tasso di occupazione dei laureati specialistici bolognesi è buono: ad un anno dalla laurea, infatti, il 57,5% dei ragazzi ha trovato lavoro, contro il 56% di media nazionale. Superiore al dato nazionale è anche la percentuale di studenti che, terminata la specialistica, scelgono di proseguire gli studi: 17% la media bolognese contro un 14% nazionale. Complessivamente, i possessori di laurea specialistica in cerca di lavoro rappresentano il 25,5% del totale, contro un dato nazionale che è del 30% circa.

Tutto bene, dunque? Non proprio, perché quando si vanno a vedere le percentuali relative al lavoro a tempo indeterminato, il famoso “posto fisso”, le cifre fanno sorridere un po’ meno: qui siamo al di sotto della media nazionale sia per quanto riguarda i laureati triennali (30% contro un 36% nazionale) che per quanto concerne i ragazzi con laurea specialistica (25% contro 33%). Anche i numeri sul precariato non sono buoni: mentre sull’intero territorio italiano, ad un anno dalla laurea, 64 ragazzi su 100 sono precari, a Bologna la cifra sale e si attesta su un poco onorevole 69%.

Scorrendo ulteriormente il rapporto, si scopre però che col passare del tempo la situazione tende a migliorare leggermente: niente di trascendentale, si intende, infatti sul totale dei laureati specialistici del 2008 (3.873 ragazzi) il 74,5% lavora (media nazionale 73%) e il 49% ha un contratto a tempo indeterminato (qui il dato complessivo dell’Italia è il 55%). Un discreto passo avanti rispetto ai laureati del 2010, ma siamo sempre sotto il 50%. Per quanto riguarda i laureati del 2006, le cifre sono migliori: l’80% lavora e il 67% ha il posto fisso.

Il prorettore agli studenti Roberto Nicoletti e il direttore di AlmaLaurea Andrea Cammelli hanno detto la loro su quanto emerge dal rapporto. Il primo ha efficacemente sintetizzato i risultati dello studio dicendo che “più persone trovano lavoro, ma con contratti più precari”, aggiungendo che occorrerà fare una riflessione su questi dati, mentre il secondo ha affermato che, dal momento che il 46% dei laureati all’Alma Mater viene da fuori Bologna, specialmente dal Meridione, i dati occupazionali devono tenere conto delle condizioni del mercato del lavoro del sud. Un’interpretazione, questa, che convince solo fino a un certo punto e che comunque non può giustificare in toto dei dati che, complessivamente, non inducono all’ottimismo.



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