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21 marzo 2012

Ca’ Foscari, promesse che diventano miraggi?

Ancora una volta l’Università italiana da il peggio di se, e purtroppo che sia a sud o a nord dello stivale cambia davvero poco quando a prevalere sono i soliti “oscuri” motivi  di interessi, il trionfo della burocrazia e di un sistema poco chiaro che, in linea con la decadenza di questo Paese, lascia gli studenti allo sbaraglio, disinteressandosi  completamente o quasi di loro e del fatto che questi saranno il futuro.

In questi giorni infatti, si sta diffondendo la notizia, confermata anche da molti studenti del corso di Mediazione Linguistica e Culturale della Ca’ Foscari di Venezia e dal Rettore, con una mail di risposta ad una lettera informativa scritta dai ragazzi del secondo anno di MLCN, che la  Fondazione Cassamarca, la quale da anni investe fondi per lo sviluppo dei corsi di laurea a Treviso (oltre a MLC, anche Commercio Estero e due corsi di Laurea Magistrale) e che a giugno scorso ha firmato con l’Università una nuova convenzione della durata di quindici anni (promettendo un futuro davvero luminoso e ricco), non adempirà ai propri compiti e quindi non stanzierà i fondi necessari per lo stage in programma per il primo semestre del III anno in Cina e Spagna. Secondo il regolamento del corso infatti, lo stage è obbligatorio e le spese di iscrizione risultano essere a carico dell’Università (secondo il regolamento didattico stesso, al punto 2.5.1 sotto la voce “Stage all’estero”).

Insomma sembra proprio che la Fondazione Cassamarca  e Ca’ Foscari  non siano intenzionate a finanziare lo stage per mancanza di sufficienti risorse economiche e cosa più grave (se si tiene conto che si pagano tasse salate per studiare nei nostri atenei) c’è l’ipotesi che debbano essere gli studenti (o meglio le famiglie di questi) a pagare le spese d’iscrizione delle Università in Cina o Spagna (oltre alle annuali tasse dovute a Ca’ Foscari). Si vocifera addirittura che qualcuno sia stato invitato ad acquistare già il biglietto aereo senza sapere ancora da chi e se verrà pagato lo stage.

Situazione ingiusta e poco limpida, che ancora una volta penalizza ragazzi impotenti, ignari spesso delle inefficienze, delle disorganizzazioni e del poco interesse di Università e Facoltà, per le loro sorti. Atenei che invogliano questi ad iscriversi  ad un loro corso piuttosto che in un altro,  “attirandoli” anche con offerte formative particolari e privilegi come ridotto numero di studenti e pagamento di stage all’estero ( nel caso del corso in questione), promesse che poi diventano miraggi.



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