• Google+
  • Commenta
19 marzo 2012

Chaleo Yovidhya ha messo le ali. Morto l’inventore della Red Bull

Aveva 89 anni, Chaleo Yovidhya, il miliardario thailandese, inventore della Red Bull, deceduto sabato per cause naturali nella sua amatissima Bangkok.

Qui il papà dell’energy drink più popolare al mondo era cresciuto in povertà (era figlio di una famiglia di immigrati cinesi che viveva nel nord della Thailandia commerciando frutta e verdura e allevando anatre ) fino a quando non riuscì a mettere un’aziendina tutta sua, la T.C. Pharmaceuticals, dove, negli anni ’70, Chaleo  brevetta la bevanda che nel giro di pochissimi anni ne avrebbe fatto uno degli uomini più ricchi del pianeta: la Krathing Daeng, Red Bull in inglese, diffusa ormai in oltre 160 paesi!

 

Una miscela semplicissima (acqua, zucchero di canna, caffeina, taurina e vitamine aggiunte) divenuta presto popolare presso tutte quelle categorie tradizionalmente più sottoposte a pressioni e stress: camionisti e lavoratori edili in testa.

 

Ma la svolta per il piccolo imprenditore di Bangkok arriva negli anni ’80 (precisamente nel 1987), quando, d’accordo con l’imprenditore austriaco Dietrich Mateschitz, Chaleo fonda la il colosso Red Bull.

Obiettivo: lanciare la bevanda sul mercato internazionale.

A cambiare, però, non è solo la politica aziendale, ma la formula del drink. Meno densa e con più caffeina e bollicine.

Sarà un successo strepitoso.

Vincente soprattutto risulterà la scelta di investire nel settore sportivo: pensiamo ai successi ottenuti in F1 da Vettel e dalla scuderia Red Bull, ma anche alla visibilità acquisita attraverso l’acquisto di squadre di calcio come i Red Bull Salisburgo o i New York Red Bull.

Per non parlare delle pubblicità Red Bull: sempre fantasiose, originali, ironiche, a volte addirittura “blasfeme”.

Vedi lo scandalo sollevato dalla celebre pubblicità-cartone animato in cui Gesù cammina sulle acque.

Merito del drink miracoloso! Esultano gli apostoli. No, “Basta semplicemente mettere i piedi sulle pietre giuste!”, risponde un barcollante Gesù, che per poco non affonda! (“Oh Jesus!, esclama).

Una simpatica auto-parodia nella parodia, che però ha fatto storcere il naso a vescovi e fedeli un po’ in tutto il mondo.

In pochi anni, insomma, Chaleo diventa (secondo la nota classifica stilata dalla rivista Forbes)  il secondo uomo più ricco della Thailandia e il 205esimo uomo più ricco del mondo con un patrimonio stimato in circa 5 miliardi di dollari.

Un vero e proprio impero le cui quote sono oggi divise alla pari (49%) tra l’austriaco Mateschitz e la TC Agro Trading Company Ltd, società appartenente al compianto Yovidhya.

Un magnate, dicono, ante litteram, che ha saputo vivere la sua scalata senza eccessi né deliri d’onnipotenza.

Uomo riservato, sempre lontano dai riflettori e quasi per niente mondano, Chaleo non amava l’ostentazione.

Di natura schiva, il piccolo thailandese aveva, infatti, scelto un profilo basso, preferendo godersi in santa pace la sua meritatissima fortuna.

Lascia una moglie, una ex moglie e ben 11 figli (insomma, sarà stato anche un tipetto silenzioso, ma s’è divertito parecchio!).

Rip Chaleo!



© Riproduzione Riservata

I commenti sono chiusi.