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24 marzo 2012

Chiarimenti sul TFA

Grazie alla sollecitazione della FLC CGIL, sono stati chiariti alcuni punti essenziali inerenti al TFA.

Risale ormai a quasi un mese fa il comunicato stampa del MIUR in cui si annuncia l’imminente inizio del TFA.
E da quasi un mese tutti i giovani laureati in attesa, chi da mesi, chi, purtroppo, da anni, di questo fondamentale evento, sono stati presi da numerosissimi dubbi, dovuti senz’altro all’ansia che ogni novità, soprattutto se decisiva per il proprio futuro, comporta, ma, essenzialmente, dalla mancata chiarezza di alcuni punti del comunicato stesso.

Le lamentele, espresse dalle organizzazioni sindacali delle quali si fa portavoce la FLC CGIL, riguardano specialmente la mancata informazione preventiva e il «proliferare di provvedimenti mai comunicati, neppure in bozza.»

I punti oscuri del decreto ministeriale non sono pochi.
L’insistenza sulla necessità di chiarezza ha, tuttavia, avuto il suo successo: dal Dipartimento per l’istruzione e dalla Direzione generale del personale si sono ottenute alcune fondamentali delucidazioni.

Innanzitutto, si è fornita una valida motivazione per la mancata attivazione del TFA di quest’ anno per tutte le discipline artistiche e musicali che afferiscono all’AFAM, assenza dovuta al mancato coordinamento all’interno del Ministero.

Altra questione che ha scatenato perplessità: nel decreto si pone come requisito di accesso al TFA per la scuola secondaria di I grado il possesso di un titolo di Laurea magistrale per l’insegnamento, laurea che verrà istituita solo a partire dall’ a.a. 2012 -2013.

È inoltre in formazione anche il calendario delle prove di accesso al TFA che dovranno svolgersi tra il 20 giugno ed il 20 luglio 2012.

Un altro punto che ha generato titubanza è la diseguale distribuzione dei posti disponibili all’interno delle singole Università italiane: in alcuni territori mancano alcune classi di concorso, mentre in altri vi è un eccesso. Questo dislivello è dovuto ad «una mediazione tra il fabbisogno delle scuole (posti liberi e pensionamenti previsti) e le proposte delle Università ».

Queste sono solo alcune delle incertezze avanzate dalla FLC CGIL, per cui si rimanda al comunicato pubblicato sul sito del sindacato.

Tuttavia basta fare un giro per le Università o per i forum delle singole Facoltà per comprendere quanto profonda sia la disinformazione degli studenti e dei laureati: ancora, ad esempio, non è chiaro, per quanto riguarda il decreto DM/22-05, se per le classi di insegnamento 50/A e 51/A quella “o” presente nella tabella dei crediti di storia necessari per l’insegnamento, sia inclusiva od esclusiva, una semplice lettera per cui si rimanda ad una nota ministeriale ancora meno chiara del decreto.

La scalata verso l’insegnamento somiglia sempre di più ad una guerra di sopravvivenza, in cui ci si appiglia alle informazioni più disparate, sentite per caso, spesso contraddittorie e false.

Il consiglio che fornisco a tutti i giovani laureati è di ricercare autonomamente e per conto proprio le informazioni necessarie, leggendo minuziosamente tutti i decreti emanati dal Ministero negli ultimi anni concernenti le modalità di accesso all’insegnamento.

Un sentito in bocca al lupo a tutti i nostri futuri insegnanti, perno della società civile.



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