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24 marzo 2012

Curare l’Aids con lo yogurt, prof. sotto inchiesta

Curare l’Aids con lo yogurt. Una teoria che è costata a Marco Ruggiero, professore ordinario di biologia molecolare all’Università di Firenze un’inchiesta interna conoscitiva condotta dall’ateneo fiorentino e promossa dal rettore Alberto Tesi per verificare la fondatezza delle sue attività accademiche.

A innescare la polemica ci ha pensato due giorni fa una lettera anonima arrivata al rettore Alberto Tesi, da parte di un gruppo di attivisti del sito HivForum.info.  “Il professor Ruggiero – si legge nel documento riportato sulle pagine de La Nazione – è da tempo internazionalmente noto per il suo contributo alle tesi negazioniste, supportando in congressi, pubblicazioni e interventi pubblici la teoria che nega che  il virus dell’immunodeficienza  umana sia l’agente causale delle sindrome da immunodeficienza acquisita.”

Secondo quanto denunciato nella lettera Ruggiero “contatta in Rete pazienti, cui propone uno yoghurt addizionato di Gc-MAF […], presentandolo come ‘rafforzatore del sistema immunitario’, che dovrebbe essere in grado di consentire all’organismo di avere ragione del virus senza l’uso dei farmaci antiretrovirali.”

Una tesi giudicata eccessivamente negazionista  tanto da scatenare un putiferio all’interno dell’ateneo che adesso vuole vederci chiaro e stabilire se durante le sue lezione il docente abbia rappresentato agli allievi una visione e 360 gradi della materia oppure solamente fornito spiegazioni di stampo partigiano.

Il  virus dell’Hiv, secondo le teorie negazioniste, non giocherebbe alcun ruolo nell’abbassamento delle difese del sistema immunitario. La proteina Gc-Maf, con la sua capacità di rafforzare il sistema immunitario, permetterebbe all’organismo di combattere il virus senza l’uso di farmaci antiretrovirali.

Una teoria che comunque sembra non essere mai stata proposta come cura, un buco nell’acqua per il gruppo di HivForum.info. Il parere dell’università di Firenze arriverà il 15 aprile a conclusione dell’inchiesta conoscitiva, nel frattempo il professore Ruggiero si è detto “sereno e in attesa del verdetto, dopo il quale – promette – avrò la possibilità di parlare in prima persona”.



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