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21 marzo 2012

Emozioni negative: andare a dormire subito dopo le rafforza


Raccontare la favola della buona notte ai bimbi addolcisce i loro sogni e li prepara a un buon risveglio. Questa credenza popolare ha recentemente acquistato una prova scientifica della sua validità grazie ad una ricerca dell’Università del Massachusetts, la quale ha dimostrato che durante il sonno avviene un rafforzamento delle esperienze avute appena prima di addormentarsi.

Il rafforzamento morfeico avviene sia per le esperienze negative che per quelle positive. Lo studio in questione sfata anche il luogo comune secondo cui, dopo una brutta esperienza o un trauma, è bene dormire per dimenticare tutto. La ricerca dell’Università del Massachusetts, pubblicata sul Journal of Neuroscience e diretta da Rebecca Spencer e Bengi Baran, è stata articolata in due fasi.

I soggetti presi in esame sono stati 106 individui di ambo i sessi sottoposti a immagini di vario tipo per stimolare reazioni negative, positive o neutre. Le immagini, proiettate su uno schermo dovevano ricevere una valutazione dai soggetti, positiva, negativa o neutra, e in seguito anche un numero da uno a nove rappresentativo dell’intensità dell’emozione provata da calmo a eccitato. Si è constatato che al loro risveglio tutti i soggetti conservavano l’impronta emotiva con cui si erano addormentati.

Successivamente si è provato che ciò avviene solo se le immagini sono mostrate appena prima di dormire. I ricercatori hanno mostrato di giorno le stesse immagini o altre scelte con lo stesso criterio (positive, negative e neutre) per verificare e si mantenesse lo stesso effetto a distanza di 12 ore, consentendo ai soggetti sia di stare svegli, sia di dormire. Si è verificato che i soggetti che rimanevano svegli non subivano il rafforzamento mofeico delle emozioni ricevute con le immagini.

Durante il sonno dei soggetti è stata anche effettuata una registrazione EEGrafica durante la fase REM, quella dei sogni, per verificare un eventuale aumento di attività elettrica correlabile alla comparsa di incubi. Quando i soggetti restavano svegli l’impatto emotivo si diluiva, mentre se dormivano avevano la stessa reazione riportata quando avevano visto le immagini la prima volta, indicando che il sonno conserva l’impronta emotiva che peraltro è risultata correlata anche all’attività EEG.

Lo studio scientifico avrebbe quindi dimostrato che andare a dormire subito dopo una brutta esperienza emotiva finisce con il cristallizzarla, rendendola più forte nel nostro inconscio. Ma a cosa è dovuto il rafforzamento morfeico? E perché avviene? I due neuroscienziati responsabili della ricerca, insieme alla loro squadra, hanno anche tentato di formulare l’ipotesi evolutiva sul perché di questo fenomeno. La risposta sembrerebbe contenuta nel processo evolutivo che ha fatto in modo che la nostra memoria conservasse in maniera viva le emozioni piacevoli avute prima del sonno, con l’unico inconveniente è che il nostro cervello non fa più distinzione tra le emozioni positive o negative, immagazzinandole entrambe in maniera molto viva.

Importanti però sono soprattutto le conseguenze che questa scoperta potrebbe avere nel trattare con persone con disturbi post traumatici da stress o per i testimoni oculari nei processi. Si potrebbero infatti attuare delle misure o delle tempistiche che consentirebbero a queste persone di rivivere con meno carico emotivo queste esperienze spiacevoli. Secondo gli autori dello studio, il fatto che facciamo molta fatica ad addormentarci dopo una brutta esperienza sarebbe un meccanismo di difesa per impedire il rafforzamento morfeico delle emozioni sgradevoli. È interessante notare come sia comune la naturale perdita del sonno dopo aver assistito ad una scena traumatica, come se il cervello stesso ritenesse non opportuno dormirci sopra.

I risultati di questa ricerca si accordano con quelli di un altro studio pubblicato su Biological Psychiatry dai ricercatori del National Institute of Mental Health di Tokyo, il quale ha addirittura dimostrato che la privazione di sonno è una cura efficace per il cosiddetto disturbo post-traumatico da stress, la sindrome che colpisce chi sopravvive a un evento traumatico. Un’altra spiegazione fornita riguardo il rafforzamento delle emozioni durante il sonno è quella dovuta al fatto che l’emisfero che controlla il sonno e gestisce i processi inconsci è lo stesso che gestisce le emozioni durante la veglia. I risultati ottenuti dagli scienziati sembrerebbero inoltre provare un’esperienza comune a molte persone: andare a letto dopo aver visto un film dell’orrore non fa certo dormire sonni tranquilli.



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