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16 marzo 2012

Graziano Delrio alla Bocconi per presentare il suo nuovo libro, “Città delle persone”

Stamani alle 10.30 si è svolta all’Università Bocconi di Milano, la premiazione dei migliori progetti del concorso “Un’idea per la tua città“, organizzato e incentivato dal comune di Milano. Alla premiazione ha partecipato anche il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni, Graziano Delrio, intervistato da Giovanni Vallotti sul suo libro “Città delle persone – L’Emilia, l’Italia e una nuova idea di buon governo”, edito da Donzelli.

L’evento si è svolto nella diciassettesima Giornata Clapi a cui hanno preso parte tra gli altri, anche Federico Lega, direttore del corso di laurea magistrale di Economia e Management delle Amministrazioni pubbliche e delle Istituzioni internazionali della Bocconi e Chiara Bisconti, assessore a Benessere e qualità della vita del Comune di Milano, che insieme a Graziano Delrio hanno premiato i giovani partecipanti.

Delrio è il primo dal 1945 a non aver militato nel PCI e questo ci dà la giusta chiave nel leggere il suo libro, in quanto l’autore traccia il suo progetto di “buon governo amministrativo” proprio partendo dai punti di forza e i fattori critici del modello Emiliano. Attraverso il libro, Delrio analizza il modello di partenza e le nuove tendenze applicative nei processi amministrativi che riguardano lo sviluppo economico, la territorialità, l’urbanistica, il welfare inteso come cura delle persone, l’educazione come progetto formativo permanente e infine la governance come stimolo allo sviluppo di progetti condivisi da attuarsi in un sistema di rete. Ciò che emerge come tema fondamentale del libro è l’investimento culturale, prima che politico, nella mutualità dell’agire comune, che si caratterizza come soluzione per uscire da una crisi finanziaria drammatica come quella che il nostro Paese sta vivendo attualmente. Il titolo del libro diventa quindi indicativo per rappresentare quello che dovrebbe essere la città, una “città delle persone”, in cui le amministrazioni svolgono un ruolo di stimolo per i soggetti facenti parte della società civile, e non più quindi delle imprenditrici di servizi.

Come mai si parla prima di tutto di investimento culturale a rispondere di una crisi finanziaria? Semplicemente perchè, come Delrio spiega nel suo libro, la cultura crea una consapevolezza nell’agire comune, dove la comunità smette di essere uno spazio circoscritto per diventare un luogo aperto che assorbe nuove risorse dai cambiamenti e dall’evoluzione di una città che cambia tutti i giorni. L’immagine della rete ormai mutuata, serve a concretizzare il concetto di sviluppo per le città di Europa 2020 in una visione di filiera produttiva aperta alle competenze messe a disposizione dal capitale umano e l’unione sociale in un sistema di welfare capace ti ottenere nuove risorse formali e informali per gestire al meglio e più facilmente le esigenze che nascono
da una società multiforme come quella odierna.



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