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14 marzo 2012

Il libro digitale: questo sconosciuto

I dati  Istat continuano ad informarci sul fatto che poco meno della metà dei giovani tra i 20 e i 24 anni non legge e la domanda che da qualche anno comincia a frullare nella testa degli addetti ai lavori è la seguente: il libro digitale sarà in grado di risvegliare la passione per la lettura? Da qui l’idea del concorso “è-book” che promosso dall’Aie (Associazione Italiana Editori) partirà il 15 marzo per chiudersi non a caso il 23 aprile, giornata che dal 1996, grazie al patrocinio dell’Unesco è diventata la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Il concorso è rivolto agli studenti delle facoltà italiane, i quali, potranno dare libero sfogo alla propria creatività ideando uno slogan di non oltre 50 caratteri in italiano, inglese, francese, spagnolo o tedesco, che pubblicizzerà una collana di e-book didattici. Per quanto riguarda il copyright, l’Aie afferma che il diritto d’autore sugli slogan rimarrà agli studenti ai quali sarà garantita l’assistenza legale in caso di violazione. Le 10 proposte migliori saranno premiate con buoni per l’acquisto di libri cartacei o digitali da mille euro. Agli stessi partecipanti, sarà sottoposto, al momento dell’iscrizione, da effettuarsi sul sito www.aie.it, un sondaggio sull’uso delle tecnologie nell’ambito dell’apprendimento.  Il verdetto finale, insieme ai risultati del sondaggio sarà comunicato durante la cerimonia che si terrà il 23 maggio a Villa Giulia a Roma.

Il progetto, patrocinato CRUI (Conferenza dei Rettori delle università Italiane), dal CUN (Consiglio Universitario Nazionale),  dall’ANVUR ( Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), e supportato dall’Aicun (Associazione Italiana Comunicatori d’Università) “mira a capire – come afferma la presidente del Gruppo accademico professionale di Aie  Mirka Giacoletto Papas – se i giovani sono realmente pronti all’utilizzo di questo strumento”. L’idea è quella di marcare l’importanza del libro digitale in campo didattico, con la speranza che lo stesso ausilio possa stimolare la voglia di leggere non solo per “dovere” universitario.



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