UFO
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16 marzo 2012

Indagine Sperimentale sugli Ufo di Phoenix

Secondo Galileo, il Mondo è come un libro scritto in caratteri matematici.

Ufo di Phoenix

Ufo di Phoenix

L’universo, le galassie, le stelle e la natura terrestre appaiono legati da un’indissolubile matrice, la cui struttura è a forma di spirale.Se osservassimo per un solo minuto le stelle di notte ci renderemmo conto della perfezione matematica e del sublime meccanicismo che è alla base del Tutto.

Niente è casuale. Soltanto la perfezione può essere accostata alla casualità, ma per annichilirne l’essenza. Viceversa, non vi è fenomeno al mondo, che non debba essere verificato, scientificamente, e se necessario discusso e poi confutato.

La demolizione delle teorie fantasiose non è il fine della ricerca scientifica, semmai il mezzo grazie al quale è possibile sradicare ciò che è di ostacolo al progresso.Galileo introdusse il metodo sperimentale. Ogni fenomeno deve essere sottoposto ad una prima osservazione, seguita da un esperimento espletato con misure scientifiche, in modo tale da riprodurre ciò che è oggetto dell’indagine. Lo scopo dell’esperimento giace nell’esigenza di convalidare o confutare l’ipotesi formulata dallo scienziato al fin di svelare i meccanismi del fenomeno osservato. La logica della metodologia scientifica è in osmosi con l’idea secondo cui nessuna teoria è definitiva senza la necessaria contro-verifica. A far da sfondo nel variopinto disegno scientifico è l’effige del metodo induttivo e deduttivo, leitmotiv e principio della realtà osservabile.

Tuttavia, posto che nessun essere umano sia perfetto (semmai perfettibile), bisogna porre l’accento sui lati negativi del metodo scientifico ed in particolare sulla sua fallibilità. Non avrebbe senso attribuire alla scienza la virtù dell’infallibilità. Una simile convinzione, renderebbe vana qualsiasi verifica scientifica. In sostanza, la scienza diverrebbe, al pari della religione, Dogma; una verità inconfutabile, indubitabile e per tanto irta di limiti gnoseologici. Per fortuna, grazie al principio di fallibilità, è possibile affermare che le conoscenze scientifiche non sono degli assiomi bensì verità relative ad un particolare epistema spazio-temporale e che ogni scienziato è richiamato al riconoscimento dei propri errori.

Detto questo, veniamo al dunque. L’universo scientifico è colmo d’ipotesi scientifiche. La scienza deve gran parte del suo fascino, proprio alle teorie più assurde e fantasiose. Tuttavia, ogni epoca ha i propri “tormentoni”. Nell’epoca premedievale, ad esempio, v’era il culto dei draghi. Molti ne dichiaravano l’esistenza, pochi erano in grado di dimostrarla. Risultato? Popolazione divisa da ipotesi contrastanti e mitizzazione dei draghi. Questo dato storico dimostra che la fallibilità della scienza riguarda essenzialmente ciò che non è verificato in concreto e non ciò che è o non è verificabile.

L’ignoranza dell’indagine scientifica è pingue laddove v’è omissione o errore di verifica. La prova del fenomeno è la pietra filosofale di chi indaga gli orizzonti gnoseologici. Se alla base di ogni fenomeno v’è la necessità di verifica, allora, l’esistenza degli alieni non è che un’ipotesi scientifica. Se mai si riuscisse a fornire la prova della presunta relazione tra uomo ed entità extraterrestri, essa apparterebbe al campo d’indagine della scienza.

Tuttavia, qualche problema potrebbe scaturire dalle tesi che mirano a deificare l’entità aliena, attribuendole valenze storico-religiose, proprie della cultura precolombiana. Al di là di questo, ci sembra opportuno porre l’accento su alcuni fenomeni attuali. L’epoca moderna, è intrisa di tecnologia. Grazie ad essa, ciascuno può interagire con il mondo e scavalcare le barriere spaziali e linguistiche, con un semplice clic. La civiltà aperta, il cosmopolitismo e la globalizzazione necessitano della tecnologia più di quanto l’uomo stesso possa necessitarne. In sostanza, l’uomo degli anni ’20 esisteva anche senza l’iphone; invece, la globalizzazione, oggi, non potrebbe fare a meno dell’interconnessione tecnico-scientifica, posta alla base della società post-moderna. Quasi tutti dispongono di una telecamera digitale. Ciò spiega, quantomeno per fini statistici, le ragioni del notevole aumento di video a sfondo extraterrestre registrato negli ultimi anni ( si pensi a youtube).

Confesso di essere, come molti, profondamente affascinato dall’idea che nel cosmo possano esistere altre intelligenze. Tuttavia, non avendo mai avuto la fortuna di osservare personalmente un ufo, devo affermare che il mio è soltanto un desiderio e che fino a prova contraria, dal mio punto di vista gli ufo sono belli e affascinanti ma non esistono. Il mio pensiero è puramente razionale in quanto dettato dalla percezione possibile ed effettiva delle cose, e non dalla potenzialità percettiva (che di norma non ha limiti perché sfocia nella fantasia).

L’uomo percepisce il mondo attraverso i sensi. Tuttavia, esistono fenomeni che l’uomo non può o non è ancora in grado di percepire e spiegare. Ergo, la percezione umana è limitata dinanzi all’universo, perché l’uomo è infinitamente più piccolo dell’universo che lo ospita. Nell’Estetica di Benedetto Croce, si possono scorgere i tre gradi della gnoseologia dei fenomeni. Essi sono: percezione sensoria, intuizione estetica ed espressione.

Il 13 marzo del 1997 a Phoenix, Arizona, diverse persone fotografarono una serie di luci che rimasero visibili molto a lungo. Vi fu una percezione sensoria collettiva di un unitario fenomeno. Questo fatto storico è d’estrema importanza perchè è anche grazie ad esso che si è sviluppato il moderno pensiero ufologico. Le testimonianze oculari dei cittadini, raccolte in circa 800 rapporti, presentavano le medesime peculiarità descrittive:

Nel cielo notturno del deserto, era apparsa una sorta di astronave, dalle dimensioni superiori ad 1 km di lunghezza, che, preceduta da globi di luce disposti a V, attraversò il centro della valle di Phoenix. Si trattò del primo avvistamento di massa della storia recente. In sostanza, gli abitanti di Phoenix reagirono all’avvistamento dando vita ad un’omogenea intuizione estetica: il fenomeno, fin da subito accostato al caso Rosvelt, assurse a rango di avvistamento ufo.

La spiegazione ufficiale del fenomeno fu fornita dall’astrofilo Mitch Stanley, il quale grazie all’ausilio di un telescopio riscontrò che le luci non fossero altro che aerei in formazione. Tuttavia, nei rapporti furono inserite delle bizzarre descrizioni che stupirono ed insospettirono persino i più scettici. “L’oggetto sembrava capace di volare molto velocemente, probabilmente persino a velocità supersonica. Esso sembrava avere 7 grandi luci distribuite in maniera equidistante lungo il bordo”.

La cosa più strana però riguardava le dimensioni del “presunto aereo”, pari a circa 1.500 m di lunghezza. Ancora più strano è che nelle 800 relazioni compare sempre la stessa descrizione, ed a fornirla sono medici, architetti, avvocati piloti di aerei in linea, scienziati, insomma persone in buona fede, munite di normali capacità percettive. La Nasa giustificò l’evento dichiarando che la causa andasse ricercata nel lancio di alcuni razzi militari, avvenuto in un campo d’esercitazione situato non lontano da Phoenix.

Tuttavia, restano molti dubbi al riguardo. Resta il fatto che dal 1997, gli avvistamenti sono aumentati vertiginosamente. Ai globi luminosi, si sono aggiunti i crop circle. Sembra sia nata una sorta di mania dell’avvistamento. Niente di nuovo, se si pensa ai draghi del passato. Insomma, il dato più strano è che la crescita dell’attenzione per gli ufo è direttamente proporzionale all’aumento dei video falsi. Riprendendo il pensiero di Croce, potremmo affermare, che la maggioranza dei fan di E.T. dopo aver assistito, direttamente o indirettamente, a fenomeni ufo ne sia rimasta talmente avvinta da esprimerne l’entusiasmo attraverso video dall’intensa espressione estetica.

Peccato però, che la gran parte di questi siano dei falsi. Questi elementi impongono di valutare, con attenzione sempre crescente, le varie testimonianze globali.

Ritorniamo alla storia di Phoenix. Due sono le ipotesi: o gli abitanti di Phoenix videro realmente oggetti volanti di fattura extraterrestre, oppure la loro fu una mera visione di gruppo. Ma la prima ipotesi non esclude che l’oggetto fosse di fattura umana. Chi ci dice che quel grande aereo in realtà non fosse di un supermilionario? Infatti, non esiste alcuna prova del fatto che si sia trattato, realmente, di un fenomeno extraterrestre, anche se tutti gli indizi sembrano riecheggiarne la tesi.

Per intenderci, l’avvistamento di Phoenix potrebbe essere equiparato ad un qualsiasi fenomeno religioso. Chi crede in Dio, sa che i miracoli raffigurano l’acme della fede, una prova lampante, un inspiegabile atto d’amore. Allo stesso tempo, coloro che credono negli extraterrestri, scorgono il cielo con gli stessi occhi e con la medesima fede del religioso, ma restano dell’idea che il fenomeno sia scientificamente spiegabile.

L’avvistamento di Phoenix del 1997 passò alla storia come mera esercitazione militare. Questo fatto suscitò enorme scalpore e finì con l’alimentare dibattiti e paranoiche tesi complottiste. Al di là della percezione dei fenomeni di fede e di scienza, occorre ricordare che tutto (persino l’uomo), è relativo ad un determinato epistema spazio-temporale; ciò che risulta inspiegabile oggi, sarà verificato domani. E cosi per sempre nei secoli dei secoli.



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