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Prevenzione Infarto
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9 marzo 2012

Infarto: A rischio mattino e sera

Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori americani, le probabilità di morte cardiaca da Infarto sono direttamente proporzionali alle fluttuazioni dei livelli di una proteina: la klf15.

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Si tratta di una scoperta veramente interessante.

Gli scienziati della Case Western Riserve University, sono riusciti a rintracciare l’esistenza di un legame indissolubile tra la klf15 ed alcune fasi della giornata.

Le aritmie cardiache, infatti, tendono ad aumentare la mattina e la sera, quando i valori proteici salgono o diminuiscono troppo e il cuore è soggetto ad uno stress maggiore.

Il funzionamento interno del corpo è sorretto dal ritmo circadiano.

Per Darwin Jeyaraj, ricercatore della Western University, lo studio di questa proteina controllata dal ritmo circadiano, rappresenta la base per la sperimentazione di nuovi e specifici farmaci.

“Abbiamo identificato – spiega Jervaraj – un meccanismo, finora sconosciuto, dell’instabilità elettrica del cuore. Tutto ciò ci rende edotti della variazione notturna e diurna nella predisposizione alle aritmie, rimaste sconosciuta per anni”.