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22 marzo 2012

Internet e l’ambiente: Fabrizio Granelli risponde alle domande dei cittadini

Lo sapete che fare una ricerca su Google consuma tanta energia quanto quella necessaria alla preparazione di un buon caffè?
E che Internet ha un impatto in termini di gas serra pari circa a quello dello Stato della Nigeria?
Partendo da queste affermazioni, l’intervento ha lo scopo di discutere con la cittadinanza di un aspetto critico dell’evoluzione tecnologica moderna, ovvero il rapporto tra la Rete delle Reti e l’ambiente.

L’invito è rivolto a chiunque abbia curiosità e interesse per l’argomento proposto e desideri saperne di più. In un contesto piacevole e informale, al tavolino di un bar, potrà esprimere curiosità e dubbi e chiedere informazioni sul tema al docente dell’Università di Trento. Entrata libera e gratuita.
Per maggiori informazioni, scheda e videointervista: www.unitn.it/caffescientifico

L’idea è quella di illustrare come Internet non rappresenti esplicitamente (come qualsiasi tecnologia) un bene o un male per l’umanità (è anche stata candidata al Nobel per la Pace!), ma che abbia differenti applicazioni che la possono rendere più o meno utile e quindi, nel contesto particolare scelto per questo caffè, “amica” o “nemica” dell’ambiente.
Tra gli argomenti che verranno illustrati, si parlerà di Internet come consumatore di energia, ma anche tecnologia a supporto delle smart grid; del suo impatto ambientale, ma anche dei servizi che può supportare a servizio dell’ambiente; e così via.

Fabrizio Granelli si presenta così: «Mi sono laureato in Ingegneria elettronica all’Università di Genova, dove ho anche conseguito il titolo di dottore di ricerca. Sono diventato ricercatore e poi professore associato all’Università di Trento, dove ho seguito lo sviluppo del corso di laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni. Attualmente sono il coordinatore del laboratorio di Reti di Telecomunicazioni presso il Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione a Povo.

La mia attività di ricerca riguarda, in particolare, reti wireless e reti adattive, ed è quindi essenzialmente focalizzata sull’infrastruttura di comunicazione della rete Internet. Fin dall’età di 13 anni, quando sono diventato un possessore del “mitico” Commodore 64, sono sempre stato un entusiasta fruitore (e sviluppatore, quando possibile) di tecnologia.

Tuttavia, non sono un “nativo digitale”, ma ho vissuto in prima persona l’ascesa di Internet, dalle BBS fino all’esplosione dei servizi in rete. Il poco tempo libero che mi lascia il lavoro cerco di dedicarlo a mia moglie Cristina e a mio figlio Daniele, con qualche progettino notturno di elettronica casalinga da “smanettone”».



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