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21 marzo 2012

La proteina che protegge dall’Alzheimer

Una scoperta molto importante quella pubblicata sulla rivista Journal of Neuroscience, soprattutto per chi è stato colpito da ischemia e per i malati di Alzheimer e morbo di Parkinson.

Un gruppo di ricercatori de La Sapienza di Roma ha individuato una proteina che proteggerebbe il cervello dalla morte delle cellule neuronali.

I ricercatori sono partiti dalla morte neuronale e dalla sua “caratteristica” di non verificarsi con facilità nemmeno in casi comuni, quali possono essere i traumi cranici o le principali malattie neurodegenerative, e si sono concentrati nello studio delle dinamiche concernenti le cellule celebrali ed alle loro reazioni in caso di danno eccitotossico, ossia quello che distrugge le cellule in caso di traumi cerebrali e nei disturbi neurodegenerativi, infiammatori e cronici, come ischemia, la malattia di Alzheimer e il Morbo di Parkinson.

«Fino a oggi si riteneva che la chemochina CXCL16 avesse un ruolo funzionale solo nel sistema immunitario – sostiene Flavia Trettel, ricercatrice del team che ha condotto lo studio – La nostra ricerca ha evidenziato che la CXCL16 ha un ruolo attivo anche a livello del sistema nervoso centrale, in particolare abbiamo scoperto che agendo specificamente sugli astrociti (cellule del sistema nervoso che assicurano il corretto funzionamento dei neuroni), stimola la liberazione di fattori neuro protettivi che riducono la morte neuronale. Tale meccanismo richiede l’azione sinergica dell’adenosina e in particolare l’attivazione dei recettori A3R astrocitari».

Lo studio, condotto nel laboratorio di Neurofisiologia e Neuroimmunologia cellulare e molecolare, presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza, è stato pubblicato sulla rivista “Journal of Neuroscience”, è stato ripreso e commentato nel website dell’Alzheimer Research Forum ed è stato anche oggetto di attenzione anche da parte della SciBX (weekly publication from BioCentury and Nature that covers translational biomedical research).

I neuroni hanno sempre rappresentato uno dei grandi “Misteri” della medicina. Uniche cellula dell’organismo umano in grado di non rigenerarsi, hanno da sempre rappresentato un interessante oggetto di studio, proprio per questa loro peculiarità ed anche per la capacità innata di “Gestire” l’organismo nelle sue diverse necessità.

Questa scoperta rappresenta un valido punto di partenza per comprendere in modo più netto e semplice il meccanismo di funzionamento del cervello e la capacità neuronale di resistenza.




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