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19 marzo 2012

Laurea valida in tutta Europa: Strasburgo dice sì

Nuovo passo in avanti verso il riconoscimento in tutta Europa del valore del titolo di studio: con 572 voti a favore, 89 contrari e 7 astenuti, il Parlamento Europeo ha infatti approvato una risoluzione che, prendendo le mosse dalle dichiarazioni approvate negli ultimi 14 anni, rilancia, modificandone parzialmente gli indirizzi, la riforma universitaria europea, nota anche come Processo di Bologna.

Per chi non lo sapesse, il Processo di Bologna, partito ufficialmente nel 1999 a seguito della Dichiarazione di Bologna, è il progetto europeo di riforma del sistema di istruzione superiore, il cui obiettivo, inizialmente, era di costituire, entro il 2010, uno Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore (SEIS). Tale progetto si fondava su alcuni punti cardine, tra i quali: l’adozione di un sistema di istruzione universitaria a due cicli, il consolidamento del sistema dei crediti, l’abbattimento degli ostacoli alla libera circolazione per favorire la mobilità, l’implementazione di un sistema di valutazione della qualità e, appunto, l’armonizzazione dei titoli di studio.

In pratica, la risoluzione approvata pochi giorni fa ha sancito, nell’ambito del rafforzamento della coesione dell’Unione Europea, processo che ha avuto nell’adozione della moneta unica il suo momento di più alto valore simbolico, la necessità di incentivare la mobilità degli studenti, degli insegnanti e dei ricercatori: per ottenere tale risultato, è senz’altro importante rendere sempre più facilmente spendibili a livello europeo i titoli di studio conseguiti nei Paesi facenti parte dell’UE.

All’obiettivo più evidente della promozione della mobilità se ne affiancano poi altri, più sfumati e da realizzare in un arco di tempo maggiore, ma non per questo meno importanti: ad esempio, l’armonizzazione dei titoli di studio a livello europeo porterà, verosimilmente, ad una maggiore uniformità, all’interno dell’Unione Europea, anche dell’insegnamento, uniformità che, nelle intenzioni dei promotori della riforma universitaria, dovrebbe innalzare a livello generale la qualità dell’insegnamento superiore. Lo scopo sarebbe dunque quello di uniformare verso l’alto, verso i modelli proposti dai Paesi con l’istruzione di qualità più elevata, il livello di istruzione in tutta l’Unione Europea.

Ovviamente soddisfatto dell’approvazione del provvedimento il relatore Luigi Berlinguer, che fu, tra l’altro, ministro dell’Istruzione nei governi di centro-sinistra della seconda metà degli anni ’90: “L’obiettivo fondamentale è quello di assicurare ad ogni studente che si iscrive in un ateneo dei Paesi aderenti la validità in tutta Europa dei titoli di laurea conseguiti. Dal voto di oggi dell’europarlamento – ha dichiarato Berlinguerl’Unione europea comincia a superare un enorme paradosso, quello di avere una moneta unica ma non una laurea valida ovunque”.