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25 marzo 2012

L’Erasmus “Sud-Sud” è la vera risposta?

Risale ormai a gennaio la proposta dei 289 eurodeputati della regione Sicilia di sviluppare due programmi di mobilità paralleli entro il 2014,Erasmus e Leonardo da Vinci,che si impegnino a favorire la formazione tra le due sponde del Mare Nostrum in un uno scambio rinominato “sud-sud” e non cessa di sollevare polemiche e malumori.

L’Unione Europea si è impegnata con la dichiarazione del 2011 a sostenere lo sviluppo senza precedenti dell’area meridionale del Mediterraneo e l’università di Catania,vedendo nell’istruzione e la mobilità un freno alla crescente disoccupazione,ha voluto dare un impronta personale all’idea di europeizzazione dello studente. Queste le parole di Antonio Recca,rettore del polo catanese: “La mobilità sud/sud rappresenta una formidabile opportunità di rilancio e di sviluppo per le regioni meridionali italiane e in particolare per la Sicilia. Da tempo le università siciliane e il governo regionale lavorano a iniziative che possano agevolare il dialogo interculturale. Guardiamo, quindi, con grande interesse alla possibilità del varo di nuovi programmi di scambio come Erasmus e Leonardo nel Mediterraneo: due strumenti che serviranno ad incrementare l’attrattiva delle nostre università. Già la scuola di eccellenza di Catania, è nata in questo contesto e rappresenta una prima risposta alla esigenza di integrazione e specializzazione che viene da tutto il Mediterraneo”.

La volontà è quella di sviluppare un dialogo tra regioni meridionali scavando una nicchia che esclude di fatto dall’accordo le regioni settentrionali destando la perplessità di molti tra studenti e docenti. I problemi logistici di realizzazione del piano sono molteplici,dalla difficoltà a reperire le risorse finanziarie alla non facile semplificazione delle procedure per il rilascio dei visti e le agevolazioni per gli studenti;ma soprattutto c’è chi si chiede perché mettere da parte quelle che sono rinomatamente le nazioni più sviluppate a livello economico e sociale,Svezia,Danimarca,Olanda per fare piccoli esempi,favorendo una sorta di ghettizzazione tra paesi affacciati sullo stesso mare? Non sarebbe più proficuo allargare le intese internazionali senza creare privilegi unidirezionali in una sorta di federalismo dell’istruzione?

Le regioni del mediterraneo sono la culla di tutto ciò che col tempo si è trasformato in cultura ed arte favorite da condizioni ambientali perfette (l’homo sapiens le ha predilette per decine di migliaia di anni) e sono adesso investite da un inaudito fermento collettivo;ciononostante è prova di sincerità riconoscere come dinamicità di impresa,fornitura di strutture all’avanguardia per la formazione e lo studio,realtà scientifico-mediche senza precedenti nella storia dell’umanità si siano strutturate a magli nelle regioni più boreali.

In ciò nessuno dovrebbe vedere campanilismo o rivendicazioni infantili di supremazia del tipo “si vive meglio a casa mia”,solo incuriosisce prendere atto di come un fornito gruppo di europarlamentari accetti un ideologia localista come fondamento valido per l’istruzione e l’apertura mentale delle giovani generazioni.



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