• Google+
  • Commenta
20 marzo 2012

L’Isola dei…cassintegrati!

Un’isola che fa concorrenza a quella dei famosi. Esiste e si chiama Isola dei cassintegrati. Lunedì 19 marzo al polo didattico di Forlì, sede staccata dell’Alma Mater, si è tenuto un seminario di Giornalismo e politica con come ospiti Michele Azzu e Marco Nurra, co-fondatori del progetto formativo “L’isola dei cassintegrati” e Laura Iannelli, ricercatrice e docente di sociologia della comunicazione all’Università di Sassari.

L’incontro è iniziato spiegando l’origine del progetto e le reazioni che l’iniziativa ha riscontrato nei mezzi di comunicazione. La manifestazione è nata il 24 febbraio 2010, dall’idea di un gruppo di cassintegrati Vinylis, un’azienda che opera nel settore chimico e produce cloruro di polivinile detto più comunemente pvc, di Porto Torres in Sardegna, che decisero di occupare il carcere abbandonato dell’isola Asinara. Lo scopo era di creare un reality di protesta in seguito alla chiusura degli stabilimenti in cui gli operai lavoravano. Questa iniziativa però non ha raggiunto i media nazionali, ma solamente quelli locali come La Nuova Sardegna.

Nasce così in Marco Nurra e Michele Azzu sardi d’origine, l’idea di creare un gruppo Facebook che serviva come bacino d’utenza per la rassegna stampa. In pochi giorni il gruppo ha raggiunto un elevato numero di iscritti e i due giovani, soprattutto Michele che era coinvolto in prima persona in quanto figlio di un cassintegrato Vinylis, decisero di invitare tutti gli amici a diventare fan del gruppo Facebook e a partecipare all’iniziativa grazie l’invio di mail a tutti i contatti che possedevano. Il risultato è stato stupefacente e il gruppo in pochi giorni ha raggiunto 50 mila iscritti.

L’aggancio che ha permesso ai due giovani, laureati in Scienze della comunicazione, di arrivare alla stampa nazionale è stata una ex professoressa dell’università che lavorava per la redazione online di Repubblica e così si è arrivati a dare vita ad un blog. Lo scopo era di proporlo non come aggregatore di notizie provenienti da altre testate giornalistiche, ma come un vero e proprio produttore d’informazione grazie al contatto con i lavoratori che occupavano l’isola Asinara. “Con il blog, abbiamo cercato di appassionare le persone esterne, non annoiandole ma rendendo le informazioni dinamiche. Da questo è nata l’idea del reality, con confessionali e interviste ai personaggi dell’Asinara. Inoltre siamo stati aiutati da Luca Telese, giornalista di La7 che ha realizzato la sigla de L’Isola dei cassintegrati”- ha spiegato Michele Azzu -.

Questa iniziativa è stata presa d’esempio da molte altre manifestazioni, come quella di Omsa a Faenza in Emilia Romagna e, a differenza di altre proteste ha portato alcune autorità politiche, l’Eni, Ente nazionale idrocarburi che è l’azienda italiana leader nel settore petrolchimico e il presidente della regione Sardegna, a firmare un accordo allo scopo di rendere l’ambiente sardo, meno contaminato da materiale tossici quali il cloruro di polivinile. Infatti oggi l’isola Asinara è diventata parco naturale nazionale.

Per quanto riguarda i cassintegrati, la maggior parte ha trovato un impiego in altre industrie, mentre i lavoratori prossimi alla pensione sono stati messi in mobilitazione. Questa tipologia di protesta è stata analizzata dalla ricercatrice Laura Iannelli che nei suoi studi, l’ha definita come “protesta pop”, grazie all’uso delle vignette e la parodia del reality show “L’Isola dei famosi”, come un mezzo per avvicinare e consapevolizzare i cittadini nei confronti della politica. “Prima della creazione del gruppo Facebook realizzato da Michele e Marco, esistevano altri gruppi che non hanno riscontrato questo grande successo, semplicemente perché il metodo utilizzato non era innovativo e dinamico come quello dei due giovani ”- ha precisato Iannelli -.

Questa iniziativa è un esempio di come la comunicazione sul web riesca a dar luce, sia in forma di solidarietà che di partecipazione attiva, a delle realtà locali che i media nazionali non avrebbero considerato.

 

 

 



© Riproduzione Riservata