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23 marzo 2012

“L’Italia a Scuola, 150 anni tra storia e memoria”. Mostra Storico-Documentaria all’Università del Molise

Quando si celebra un evento, bisogna concluderlo in maniera ottimale.

Non importa cosa si sta celebrando; l’importante è appassionare, coinvolgere il maggior numero di persone e curiosi.

Maggiore è il numero di coloro che partecipano fattivamente all’evento; maggiore è la probabilità che questo possa terminare con la soddisfazione di tutti.

Anche quando si parla di eventi che riguardano le “situazioni di ordine accademico” questo “principio” – non scritto –  mantiene la sua validità.

Il 2011 – nonostante è andato agli archivi da un bel pò – è stato ricco di eventi.

Uno dei più importanti riguarda il  150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Evento che è stato degnamente celebrato anche negli atenei del nostro Paese e che è continuato per questo primo scorcio del 2012.

Per questo, merita di essere segnalato, l’ultimo appuntamento celebrativo di questa data storica – mi riferisco al 1861 – che ha riguardato l’Università degli studi del Molise.

Oggi, 23 marzo, infatti, i vertici dell’ateneo molisano, hanno organizzato una mostra dal titolo “L’Italia a Scuola, 150 anni tra storia e memoria” 

La mostra, che rimarrà aperta fino al prossimo 1 giugno e stata anche promossa dal Ce.S.I.S. il Centro di documentazione e ricerca sulla Storia delle Istituzioni Scolastiche, del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia dell’Ateneo molisano, in collaborazione con la Regione Molise, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e dell’Ufficio Scolastico del Molise, ed in sinergia con la Soprintendenza Archivistica per il Molise, l’Archivio di Stato di Campobasso. 

” Con questo lavoro” dice rettore dell’ateneo “vogliamo sensibilizzare la classe studentesca, alla riscoperta del materiale didattico che ha interessato la nostra Regione negli anni immediatamente successivi all’unità della nostra Nazione. Bisogna imparare da eventi come questo, perchè, con la rappresentazione di una moltitudine di documenti, si può anche capire com’era composto il tessuto sociale dell’epoca”. 

Marco Cristofaro

 

 



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