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18 marzo 2012

Più si è intelligenti, più si fa ridere

Groucho è più intelligente del suo socio Dylan Dog.

Questa e altre conclusioni possono essere tratte dai risultati di una ricerca effettuata dagli psicologi statunitensi Daniel P. Howrigan e Kevin MacDonald su un campione di centoottantacinque studenti.

L’indagine, pubblicata sulla rivista scientifica “Evolutionary Pychology”, sostiene la tesi secondo la quale l’umorismo sarebbe indice di un’attività mentale produttiva e laboriosa.

La ricerca ha analizzato la corrispondenza fra il senso dell’humour e l’intelligenza e le loro interazioni con cinque tratti della personalità conosciuti come i Big Five: l’energia, la coscienziosità, l’apertura mentale, l’amicalità e la stabilità emotiva. Ne è emerso che le persone con un più sviluppato senso dell’umorismo e più propense a fare battute risultavano anche fra quelle più intelligenti. Non è sempre vero, invece, l’opposto. Non tutte le persone dotate di una buona intelligenza sono persone con un buon senso dell’humour, ma hanno tutte le carte in regola ber diventarlo. Una buona intelligenza sarebbe, quindi, la premessa di uno spiccato senso dell’humour. Questo rapporto fra intelligenza e umorismo pare essere riscontrabile a prescindere dal genere sessuale dell’individuo e dai tratti della sua personalità.

E voi come la pensate? Condividete la tesi sostenuta dai due psicologi americani? O avete conosciuto persone il cui rapporto fra intelligenza e umorismo vi renderebbe capaci di ribattere il punto di

vista degli studiosi per dimostrarlo erroneo?



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