• Google+
  • Commenta
21 marzo 2012

Politecnico di Bari: quando a far lezione è un giovane studente!

Centinaia di persone ascoltano con attenzione una lezione nel Dipartimento di matematica del Politecnico di Bari. Si parla di iphone, ipod touch, ipad…roba da informatici, e non solo. Già, perché la lezione è aperta a tutti, a chiunque abbia voglia di capire come si sviluppano le applicazioni per questi dispositivi all’ultima moda.

Le novità sono due: la prima è che si tratta del primo corso gratuito in Puglia sullo sviluppo delle apps per iphone, ipad e ipod touch, la seconda è che a tenere le lezioni, ogni lunedì e giovedì pomeriggio per un totale di 40 ore, non è un blasonato docente, bensì un giovane studente di informatica del Politecnico di Bari.

Lui è Pasquale Ambrosini, per tutti, Paki. Al secondo anno della triennale in Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software ha già all’attivo lo sviluppo di numerose applicazioni per supporti informatici.

Il corso, realizzato con il contributo per le attività culturali dell’università, sta riscuotendo enorme successo, tanto che le sue lezioni sono finite in rete, alla portata di tutti. D’altronde, è questa la logica di internet, dell’informazione del duemila: la libera condivisione del sapere.

Ma a spiegare la vera ragione del corso è stato Paki stesso. Si tratta di una motivazione che va ben oltre la semplice “condivisione delle conoscenze” da parte di un giovane che si sta facendo largo nel campo informatico.

Ciò che ne è venuto fuori è stato il punto di vista di uno studente universitario che vive la realtà del sud come migliaia di suoi coetanei, con tutta la voglia di guardare oltre la crisi. Che come molti spera in un cambiamento, ma che, come pochi, non ha timore di dire come stanno davvero le cose.

Perché hai deciso di fare questo corso gratuito, di mettere a disposizione degli altri le tue conoscenze “a costo zero”?

Ho notato che molto spesso al nord fanno questo tipo di seminari, ma sempre a pagamento (e le cifre richieste sono esorbitanti!). Quindi, venendo a conoscenza del bando dell’Università di Bari, mi sono detto “perché non farlo?”. In fondo è un modo per dire al mondo che “io esisto”, ma non solo. Si tratta di un campo che si sta evolvendo giorno dopo giorno e a Bari e provincia non molte persone sono a conoscenza delle tematiche del corso. Qui in università questo settore tanto attuale si tratta in maniera molto blanda…e credo che un cambiamento in questo senso debba partire da noi studenti.

Mi stai dicendo che quindi la formazione di voi studenti di informatica è piuttosto “classica”…

In un certo senso sì. Ovviamente i professori non sono nostri coetanei e per questo spesso non c’è la tendenza ad aggiornarsi…

Hai esordito dicendo che, al nord, questi corsi li fanno. A tal proposito, come vedi il tuo futuro professionale? Pensi di poter un giorno investire nel “tuo sud”, o credi di costruire lontano da qui il tuo avvenire?

La strada più semplice è senza dubbio al nord. Le opportunità di lavoro sono lì. Ma se dovessi avere delle chance qui, allora resterei volentieri. Altrimenti…

Mi riporti alla mente il libro “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”, in cui si mettono in evidenza gli ostacoli che avrebbe incontrato il padre della Apple se fosse nato nel sud Italia. Tu hai incontrato ostacoli sulla tua strada per realizzare il corso, o hai trovato un ambiente che ti ha favorito in qualche modo?

Devo essere sincero: inizialmente non ho trovato nessuna risposta da parte dell’università. Sono stato ignorato. Ma poi, quando alla prima lezione si sono accorti che nell’aula erano presenti centinaia di persone, come non accadeva da anni, hanno iniziato a porsi qualche domanda. Ed il mio fine è proprio questo: far capire che probabilmente, oggi, c’è bisogno di un cambiamento. A contare veramente, a mio parere, non è il corso in sé, ma ciò che vi è dietro.

E cosa vi è dietro?

La voglia di cambiare. Secondo me le cose oggi non vanno per il verso giusto, ma credo in un miglioramento. Lo faccio per far sì che ci si ponga qualche domanda, vuole essere uno stimolo ad un cambiamento.

Quale cambiamento auspichi?

Il futuro oggi per noi giovani non è roseo, ma noi non facciamo nulla per cambiarlo. Molti miei colleghi vengono all’università con il solo obiettivo di studiare, fare gli esami, ed ottenere il titolo con la speranza che, magari, un giorno, un’azienda offra loro un contratto a tempo indeterminato. Bene, tutto questo lo trovo fondamentalmente sbagliato. E’ inutile studiare per poi aspettare una chiamata di lavoro. Al di là dell’aspetto economico, occorrono gli stimoli. Io non vorrei lavorare per un’azienda, ma essere un’azienda. Tutto inizia da un’idea, per poi portarla avanti…se non ci si riesce, vuol dire che a metà strada si getterà la spugna, ma con la soddisfazione di averci provato. Non provarci è la fine, soprattutto nel campo dell’informatica. Se una persona si mette di impegno, ci riesce. L’entusiasmo è alla base di tutto.

Leggo una certa sfiducia nei confronti dei tuoi colleghi universitari…

Sì e no. Non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma questo è ciò che vedo: semplici e passivi fruitori. Ovviamente all’interno dell’università vi sono anche tanti giovani validi e volenterosi. Diciamo che la mia è una sfiducia aperta alla speranza!

Un corso, dunque, che vuole essere uno stimolo al cambiamento.

Trasmettere le proprie conoscenze gratuitamente a chiunque ne voglia usufruire, con lo scopo di far capire ai propri coetanei che occorre darsi da fare, mettere in pratica il proprio entusiasmo. E perché no, smuovere anche la coscienza di un sistema universitario forse troppo legato alla tradizione e poco predisposto all’aggiornamento.

Molto più di un corso, una filosofia di vita.

Per chiunque fosse interessato al corso, ecco il link del sito in cui è possibile consultare il programma completo e i video delle lezioni tenute sino ad oggi http://iosuniba.wordpress.com/



© Riproduzione Riservata