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9 marzo 2012

Rata da cardiopalma all’Università di Pavia: ma è solo un errore!

Una stangata da circa 2mila euro.

Tutta colpa di un mancato click.

È quello che è successo a 140 studenti dell’Università di Pavia.

Un banalissimo errore commesso durante la nuova procedura informatizzata di autocertificazione (al via quest’ anno) che ha trasformato una semplice rata (la seconda prevista quest’anno) in una mazzata da tre zero.

 

I fatti sono andati più o meno così:

Come ogni anno, entro il 30 di Novembre, gli iscritti all’ateneo lombardo devono compilare la consueta autocertificazione dei redditi, indispensabile se si vuole evitare di finire nella fascia più alta e, di conseguenza, pagare di più.

Succede così che su 8mila studenti, la stragrande maggioranza conclude correttamente la procedura e riceve, quindi, il bollettino “giusto”, mentre un gruppo di 140 ragazzi, dimentichi del fatidico clic di conferma, si vede servire (immaginate la sorpresa!) un MAV salatissimo, da cardiopalma oserei. Roba che manco nei peggiori incubi!

 

Niente allarmismi però!

Conscio della fase ancora sperimentale del servizio, l’Ateneo ha, infatti, subito imboccato la strada della “ragionevolezza”. Scelta scontata, ma sacrosanta.

“Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per arrivare al traguardo della funzionalità completa e ottimale dei nuovi servizi. Abbiamo confermato la correttezza delle nostre procedure e la dinamica dell’accaduto: ora è tutto chiarito e risolto”.

Questa la chiosa del Rettore Angiolino Stella, che spegne così sul nascere ogni residuo polemico, ribadendo l’assoluta volontà dell’Università di lasciarsi definitivamente alle spalle quest’insolita faccenda.

 

Di qui la decisione di concedere ai 140 ragazzi una “seconda chance”, permettendo loro di ripresentare l’autocertificazione corretta, senza pagare la mora di 152 euro prevista in questi casi.

 

Tutto risolto insomma, ma quanta strizza!



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