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24 marzo 2012

Romania: la patria delle lauree mediche e paramediche.

Oggi più che mai quando ci si ritrova a dover decidere del proprio futuro, poco più che maggiorenni, ciò che conta più di ogni passione o ideale è scegliere  un corso di studi che  dia la certezza di ritrovarsi a svolgere un lavoro comodo, ben retribuito e dignitoso. Giuristi ce ne son troppi, di ingegneri più che mai, e per non parlare dei miliardi di aspiranti insegnanti che svolgono la propria attività dopo aver vissuto per anni più che in una scuola in un’inscalabile graduatoria.

Da recenti sondaggi è emerso che le facoltà che più fanno gola sono quelle mediche e paramediche. Medici, dentisti, infermieri, fisioterapisti e ostetriche.Sono queste le occupazioni alle quali si mira per la serie di motivazioni precedentemente esposte. E in Italia questa è divenuta un’idea più che condivisa, infatti, non si spera che in un miracolo per superare i complicatissimi test d’accesso negli atenei della Penisola. Troppi iscritti e pochissimi i posti disponibili.

La soluzione per realizzare il proprio obiettivo? Studiare in Romania!

Qui le possibilità di accedere al corso di laurea in medicina e odontoiatria, in particolare, sono molto più alte! L’Università di Timisoara sembra richiamare a se molti studenti del nostro paese. Anche qui vige il vincolo del  numero chiuso, ma esistono importanti incentivi e quote di iscrizioni riservate agli studenti stranieri. Ma l’università rumena, non risulta essere molto economica! Circa 1000 euro di tasse all’anno sono previsti in tutte le università pubbliche!

Del resto la facilità di accedere a questi ambiti corsi di laurea è data da un forte contrasto tra domanda ed offerta: se in Italia su 50 posti disponibili in un ateneo, 2.000 matricole tentano l’iscrizione, nel paese dell’est in questione, questi due parametri combaciano anzicchè divergere cosi fortemente.

Inoltre, la Romania oggi fa parte della Comunità Europea, e questo permette a tutti coloro che si laureano e abilitano alla professione in questo paese, di poterla esercitare in qualsiasi parte d’Europa! E sono molti gli aspiranti al camice bianco ad espatriare pur di realizzare il proprio obiettivo. Non sarebbe più semplice permettere a più giovani di divenir dottori nel proprio Paese, semplicemente rendendo proporzionali i posti disponibili alle domande di iscrizione?

 



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