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24 marzo 2012

Se il nord diventa sud. Convenzioni sul planisfero

Nella cultura occidentale l’associazione nord-alto, sud-basso è ormai fermamente assodata, ma non è sempre stato così. Se ci rappresentiamo così la sfera terrestre è soltanto a causa di una convenzione.

Esistono infatti diversi esempi di cartine orientate diversamente. Molte preferiscono porre in alto l’Est, per motivi differenti: in alcuni casi si vuole privilegiare il punto in cui sorge il sole, in altri porre come punto di riferimento Gerusalemme o il paradiso terrestre – tradizionalmente collocato ad est. Basta riflettere sull’etimologia e l’uso del verbo “orientarsi” – dall’orior latino, che indica il sorgere del sole – per rendersi conto di come questa visione dello spazio terrestre abbia influenzato la nostra cultura.

Le carte di tradizione cinese non solo tendono per lo più a porre in alto il Sud, ma talvolta “spostano” anche i continenti in modo da avere al centro l’Australia e la Cina. Vi sono poi carte nautiche, specialmente portoghesi, orientate a Ovest, oltre che atlanti contenenti cartine che privilegiano di volta in volta un punto cardinale diverso.

L’impostazione canonica dei punti cardinali ha iniziato a consolidarsi tra Sei e Settecento, fondamentalmente per due ragioni. In primo luogo, la consuetudine, millenaria tra i navigatori, di orientarsi in base alla Stella Polare; in secondo luogo, la diffusione in occidente della bussola, che indica appunto il nord magnetico.

Ma non sono solo i punti cardinali ad essere il frutto di una convenzione: il planisfero, così come lo conosciamo tutti, utilizza la proiezione di Mercatore, che fu elaborata da un cartografo fiammingo nel Cinquecento con lo scopo di rendere più facile tracciare rotte, distorcendo però le reali proporzioni tra le terre emerse.

La proiezione di Peters – risalente al 1973 – mostra infatti che l’europa e il nord america lì appaiono più grandi rispettivamente del sud america e dell’africa, i quali in realtà si estendono per una superficie quasi doppia rispetto a quella dei primi.

La visione che siamo abituati ad avere del mondo, dunque, non solo è convenzionale, ma – per certi versi – anche errata.

 



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