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21 marzo 2012

Studiare alla Sapienza: storie di studenti

E’ giusto parlare dei vari eventi e delle varie vicende che colorano ogni giorno ogni Università italiana e non, è giusto  dedicare ampio spazio ad ogni novità ma credo sia altrettanto giusto raccontare la storia di chi l’università concorre a farla: gli studenti.

In fondo l’ università senza studenti non avrebbe motivo di esistere per tanto è ammissibile che si narri la storia di alcuni studenti, nei quali chiunque può riconoscersi.

La prima delle due storie che ho scelto di  raccontare è quella di C. (da notare che per motivi di privacy si è deciso di non usare i nomi dei giovani che hanno accettato di raccontare la loro storia).

C. è una ragazza come tante che alla fine delle scuole superiori ha deciso di continuare a studiare ed ha scelto come università la Sapienza. La giovane di origini meridionali si è ritrovata in un mondo nuovo. Trasferitasi a  Roma ha dovuto fare i conti con una realtà che non le apparteneva, abituata alla routine del paesino dal quale proveniva si è trovata immersa in un mare di gente nuova, ogni giorno occhi diversi incrociano i suoi, ogni giorno alla solita fermata dell’autobus trova la solita gente diversa.E’ raro incrociare per due volte gli stessi occhi, è questo le provoca una strana tristezza, la gente giovane o non , è sempre frenetica corre per chissà quale destinazione e quasi nessuno ad eccezione di qualche anziano bisognoso di essere ascoltato, ha voglia di fare una semplice e sana chiacchierata.

C. sostiene di non pentirsi della scelta che ha fatto, anche se sul suo volto sembra trasparire altro.. Alla fine lei è una giovane studentessa fuori sede lontana dai suoi cari che ha sfidato il suo destino e si è ritrovata davanti una nuova vita ma per fortuna anche se è difficile è riuscita a trovare buoni amici che l’hanno sostenuta nei momenti di comprensibile tristezza.

IL CIAO (Centro Informazioni Accoglienza Orientamento, Sapienza) ha contribuito comunque a farla integrare quasi subito in questo nuovo viaggio verso la laurea.. Anche se il nuovo modo di rapportarsi con i docenti è stato un pò ‘traumatico, non ero abituata ad essere riconosciuta grazie ad un numero’ , Il riferimento è chiaramente alla matricola, chiave univoca che ogni studente della Sapienza possiede per essere identificato.

I mezzi di trasporto sempre pieni, i ritardi che sono entrambi  peculiarità del traffico romano che  hanno scandalizzato tanto C., sembrano non fare alcun effetto ad S.

S. è un ragazzo che vive a Roma da sempre… dunque ai ritmi veloci è abituato. Ha la sua solita cerchia d’amici, da quando studia alla Sapienza, anche se afferma che ‘Le scelte universitarie diverse mi hanno allontanato da alcuni amici importanti’ dunque anche studiare presso Università diverse oppure in diverse facoltà può far si che legami d’amicizia importanti per i giovani vengano a sbriciolarsi.

Il fine settimana lavora per guadagnarsi qualche soldo ma stranamente ammette che non lo fa per pagare tasse universitarie ma lo fa per poter usufruire di quel denaro per divertirsi o togliersi qualche sfizio.

S. sostiene che la sua vita da quando è studente universitario non è cambiata tanto vede diversamente anche egli il modo di rapportarsi con i professori e trova poi che ci siano degli orari davvero ‘strani’ poichè spesso si è ritrovato a uscire di casa alle ore 17,00 per tornare a casa alle 20,00!!..

Le storie di S. e C. sono solamente due ( ma forse le più frequenti in cui quasi tutti possiamo riconoscerci)rispetto alle migliaia di storie degli studenti che frequentano la Sapienza.

Ci sono storie molto diverse oltre a queste: storie di stranieri che hanno deciso di studiare qui in Italia, storie di anziani che hanno voluto lanciarsi in una seconda sfida, storie di ragazzi e ragazze come tutti che si ritrovano davanti un nuovo mondo, quello dell’Università e tra paura e perplessità cercano di affrontarlo nel loro piccolo al meglio.

 





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