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20 marzo 2012

“The Lady”: In nome della Libertà!

Il regista francese Luc Besson firma la trasposizione cinematografica della storia di Aung San Suu Kyi.  Una donna fuoridal comune, così può essere definita l’eroina nazionale birmana. Il film, dopo tre anni di lavorazione uscirà nelle saleitaliane il 23 marzo, distribuito da Good Films. Nel cast Michelle Yeoh nel ruolo di Aung San, che interpreta magistralmente e David Thwelis, nel ruolo di suo marito Michael Aris e Virginie Besson – Silla come produttrice.

Il progetto  nasce dalla sceneggiatura di Rebecca Frayn finita nelle mani di Besson che si è dimostrato sin da subito felice di collaborarvi. “Mi sono commosso per la storia di questa donna, mi sono reso conto di non sapere nulla di lei
se non quel poco che avevo letto sui giornali. Sono rimasto colpito da Michelle e di come ha assorbito il suo personaggio,sarà anche la impressionante somiglianza con Suu Kyi, ma  ha preteso molto da se stessa entrando nella parte al centoper cento imparando anche il birmano, che non è proprio facilissimo.

Inoltre dopo vari tentativi ho incontrato Suu Kyi e mi sembrava di essere di fronte a Gandhi. E’ impossibile non sentirsi piccoli e stupidi al cospetto di questa donna. Non ha interessi personali, per lei conta che la sua gente sia libera di avere accesso in egual misura alle ricchezze del paese!”queste le parole del regista.

Girato in Thailandia, Oxford e in Francia, il film racchiude scene drammatiche, cruente e commoventi, ad esempio la scena del discorso di Aung San Suu Kyi a Shwedagon e del Premio Nobel sono memorabili. In più  per un attimo la realtà si è mischiata alla finzione, visto che durante la fine delle riprese  il 13 novembre 2010 è avvenuto il rilascio di Suu Kyi dopo anni agli arresti domiciliari.  “L’espressione dipinta sul volto di Luc (Besson) non la dimenticherò mai. E’ stato un momento molto intenso per tutti noi”, così ha commentatol’evento l’attrice protagonista Yeoh.

Un film forte ed intenso, quindi  che racconta non solo la storia politica di questa donna straordinaria, ma anche ilrapporto con il marito che non vedrà più e con i suoi due figli. Una donna che ha sacrificato tutto per i suoi profondi idealie tutto questo non fa che lanciare un messaggio di speranza e di sensibilizzazione circa la situazione difficile in Birmania.”Spero che Suu Kyi apprezzi il film, spero che approvi la “nostra storia” ritrovando in essa il suo messaggio”, con le parole di Virginie Besson-Silla concludiamo. Appuntamento al cinema!


 

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