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25 marzo 2012

Università: Milano, i cervelli in fuga ripartono da qui

L’università italiana è carente di strumenti e risorse per lavorare al meglio ed emergere.

È questo il motivo per cui migliaia di eccellenze ogni anno abbandonano la propria città e, laurea in tasca, cercano di affermarsi altrove. Grazie allo sconto fiscale promesso dalla legge bipartisan Controesodo approvata lo scorso anno, i giovani cervelli in fuga potrebbero giovarne e trovare in Milano lo sprint giusto per ricominciare una vita nel proprio Paese.

Lo scorso ottobre il comune di Milano ha lanciato un sondaggio al quale hanno risposto più di 1.000 laureati trasferitisi all’estero in cerca di un futuro migliore. Ebbene, secondo le statistiche uno su tre pensa di rimpatriare e il 55% infatti non lo esclude affatto, anzi, ricomincerebbe proprio dalla città meneghina.

Milano, intanto, in vista di ciò, si sta organizzando per raccogliere gli Italents, riconfermando l’impegno ad  avviare entro l’estate un servizio informativo con uno sportello per semplificare l’operazione di rientro. «… evitiamo il “benaltrismo”, la legge Controesodo è un contributo piccolo ma importante per far rientrare i cervelli italiani. Non dimentichiamo che il Paese per formare un laureato investe centomila euro», queste le parole del vicesegretario del pd Enrico Letta (primo firmatario della legge), a margine della conferenza stampa di presentazione del “censimento dei talenti“.

Il problema è convincere i cervelli in fuga a tornare e a ricevere il Italia lo stesso trattamento che lascerebbero all’estero, insomma, serve una motivazione forte e delle garanzie valide.

Secondo Alessandro Rosina, docente di Demografia presso l’università Cattolica e presidente di Italents: “L’ 80% accusa la mancanza di meritocrazia e di trasparenza negli avanzamenti di carriera e il non poter disporre di strumenti adeguati per svolgere al meglio il loro lavoro…solo in ultima posizione il sistema del welfare, subito dietro la stabilità lavorativa”.

Tra gli studenti espatriati sottoposti ad intervista, la maggior parte sono milanesi emigrati soprattutto in Usa, Uk e Cina. Una volta a Milano verranno accolti dallo sportello “Welcome Talent!”, un centro di raccolta e di smistamento delle iniziative “internazionali” della città “realizzate anche con il sistema universitario, come il progetto Summer School”

 



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