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18 marzo 2012

Università: premi alle più meritevoli

Il ministero distribuirà un miliardo di euro agli atenei più lodevoli.

Sul tavolo del ministro Profumo ci sono ben 910 milioni di euro da distribuire alle università più meritevoli quanto prima e, non alla fine dell’anno accademico, come d’abitudine.

Rispetto allo scorso anno (il fondo era di 830 milioni) la “quota premiale” destinata alle università più meritevoli è cresciuta, raggiungendo il 13% degli stanziamenti complessivi. In soldoni si tratta dei fondi del Ffo, acronimo del fondo di finanziamento ordinario delle università che, annualmente, distribuisce le ricchezze alle università migliori per le loro attività di  ricerca, produttività e formazione.

Sarà l’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione di università e ricerca, a dettare le regole di ripartizione del fondo e a giudicare quale ateneo merita o non merita il premio. Rilevante sarà la capacità da parte delle università di creare ricerca scientifica di grande qualità, la quale verrà misurata grazie a dei criteri basali: percentuale di ricercatori e docenti presenti nei progetti Prin 2006-2009 e in quelli del Firb, il programma “Futuro e Ricerca” fino alle valutazioni del Civr del 2003 per poi verificare le capacità dei singoli atenei italiani di conquistare ed ottenere le risorse distribuite dall’Europa attraverso i bandi stanziati per l’innovazione.

I fondi restanti, circa il 34% saranno distribuiti in base ai risultati della didattica e della formazione e, quindi, nello specifico si andrà ad indagare se gli studenti sono in regola con gli esami oppure no.

Prima di conoscere la classifica di assegnazione dei fondi, è già certo che la quota base si aggira intorno ai 5,560 miliardi, di cui 5,3 andranno alle università statali, 114 milioni sono destinati ad accordi di programma con le università dell’Aquila, Macerata e Camerino, 116 milioni, invece, verranno ripartiti tra altri istituti.

L’1,5% dello stanziamento detto anche “quota perequativa” sarà riservato a tutti gli atenei sotto finanziati.

Tale provvedimento fu adottato anche dal ministro Gelmini con la riforma 240 dell’università, per rifocillare le casse degli atenei aventi un sottofinanziamento superiore al 5% del bilancio.

In ultima istanza, un tesoretto di 267 milioni servirà a finanziare alcuni interventi previsti da varie leggi. Nello specifico 93 milioni saranno destinati al reclutamento straordinario di professori associati, mentre 50 milioni serviranno per gli “scatti premiali” dei docenti.