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21 marzo 2012

Voto del 22 marzo. Monti e la disinformazione sovrana

Di fronte al sempre più alto numero di enti che rilasciano “titoli di laurea”  con la consecutiva svalutazione dell’importanza di quest’ultimo, il presidente del consiglio Mario Monti  ha deciso d’intervenire varando l’ennesima riforma. Un apparato universitario  molto più simile a quella americano, dove acquisirà una maggiore importanza l’Ateneo in cui si è conseguito il titolo di studio e non il voto in se. E’ questo l’obbiettivo a cui punta il nuovo governo tecnico Italiano.

A gennaio Monti aveva dichiarato durante un intervista : “Ci siamo accinti a questo tema con animo sgombro da pregiudizi ideologici. Abbiamo scoperto che è un tema molto più complicato di quanto possa sembrare e abbiamo deciso di non affrontare in questo decreto legge il tema” decidendo poi di rimandare la decisione al risultato di una successiva consultazione pubblica fissata per il ventidue di Marzo.

La votazione si terrà sul sito del Ministero dell’ istruzione, che presenterà una pagina apposita a disposizione dei cittadini per venti giorni. Ancora non sono state rese pubbliche le effettive modalità con cui si svolgerà la votazione, quasi sicuro è che oltre allo spazio dedicato al “si” o al “no” sarà data la possibilità di esprimere anche le motivazioni di tale scelta. A suo tempo il Ministro Profumo affermò durante un intervista, che la scelta del mezzo  per la votazione era ricaduto  su internet in quanto si puntava a  coinvolgere il maggior numero di cittadini.

Ma oggi, ad un giorno dal via ai voti, le persone che sembrano essere al corrente della situazione sono davvero molte poche. Su venti studenti intervistati, appartenenti ad università sia del sud che del nord Italia, soltanto in due sono stati in grado di dare una risposta affermativa alla domanda :
“ Sei al corrente della probabile abolizione del valore legale del voto di laurea? ” mentre per gli altri  la disinformazione regna sovrana.
Valeria, studentessa al Politecnico di Torino risponde “ mi cogli impreparata”  Salvatore, studente alla facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli alla mia domanda ribatte dicendo “  mi dici una novità, non sapevo di questa cosa…. e bhe di male in peggio” .

Alla domanda successiva “ Sei al corrente della votazione, che si terra sul sito del Ministero della Pubblica istruzione il ventidue di questo mese?” la situazione è addirittura peggiorata. Su venti studenti infatti nessuno di questi risultava esserne al corrente.
Damiano, studente al Suor Orsola Benincasa dice “ non lo so , la mia università non ha promulgato avvisi o discussioni sull’argomento” e cosi via per tutti gli atri intervistati.

Da Nord a Sud quindi gli studenti, che dovrebbero essere i più informati al riguardo, risultano essere invece totalmente all’oscuro di un evento che li tocca molto da vicino e non per una loro mancanza.
Le votazioni di domani sembrano non essere state “pubblicizzate” in maniera opportuna. Si è infatti utilizzato come mezzo d’informazione soltanto il web, trascurando televisione e giornali mezzi mediatici per eccellenza. E ancora peggio va il dialogo Università-studenti, del tutto assente anche in una situazione come questa che avrebbe dovuto invece vedere una totale collaborazione.

Alla luce di tali risultati una domanda nasce spontanea : “ Chi voterà domani se chi avrebbe dovuto votare non ne sa nulla?”



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