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4 aprile 2012

Emergenza rifiuti a Palermo – rischio epidemia

 Palermo. Un capoluogo curvato sotto il peso di una situazione sconcertante che tocca tutta la cittadinanza: la questione dei rifiuti. La sua mancata raccolta, l’emergenza che ne deriva e, come se non fosse abbastanza, l’indagine avviata dalla Procura della Repubblica, nei confronti di oltre cento dipendenti dell’Azienda Comunale dei Rifiuti (AMIA), indagati per l’interruzione del pubblico servizio, in conseguenza  ai quattro giorni di presidio che hanno contrastato l’uscita dei mezzi per la raccolta e il compattamento dei rifiuti.

Moltissime sono le zone colpite dal problema: non soltanto i quartieri notoriamente più disagiati ma anche le zone centrali della città sono invase da una tale quantità di pattume da impedire persino lo svolgimento delle attività quotidiane dei cittadini, la circolazione a piedi o nelle vetture a causa dell’invasione delle corsie stradali.

Da via Dante alla Kalsa, dalla zona Fiera a Ballarò, si contano oltre duemila tonnellate di rifiuti: è allarme rosso, quindi, soprattutto per l’alta probabilità della diffusione di epidemie. In tutti i casi si tratta di una trasfigurazione di uno dei centri storici più belli d’Italia – che generalmente già dal mese di marzo inizia a riempirsi della presenza dei turisti.

L’allarme non riguarda solo il comune di Palermo. Anche la provincia e il comune di Agrigento lamentano uno stato vergognoso delle cose che va avanti da dieci giorni: sembrerebbe, infatti, che oltre diciotto comuni nell’agrigentino soffrano la stessa condizione. Per le ore 18 di oggi è previsto un vertice presso il dipartimento rifiuti di Palermo: durante la seduta si cercherà di trovare una soluzione quanto più rapida ed efficace per sventare, quanto meno, il rischio della propagazione di gravi calamità di carattere igienico-sanitarie.



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