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22 aprile 2012

Gli universitari e il senatore che inventarono l’Earth Day

Il 22 aprile 1970 Gaylord Nelson, senatore dello stato del Wisconsin, presiedette un forum educativo da lui organizzato, al quale parteciparono più di 20 milioni di persone. Quello fu il primo Earth Day, ricorrenza in favore dell’ambiente nata quarantadue anni fa.

La manifestazione, maturata negli ambienti pacifisti delle università, fu creata in seguito al disastro di Santa Barbara: tra il gennaio ed il febbraio del 1969, al largo della città californiana, da una piattaforma della Union Oil si dispersero in mare circa 100.000 barili di petrolio. Le conseguenze, naturalmente, furono particolarmente gravi: furono contati 3686 uccelli morti, insieme a grandi mammiferi marini e innumerevoli animali di altre specie.

Di tutto questo fu testimone proprio Nelson che, a partire da quel momento, si adoperò – insieme con gli universitari – per l’organizzazione di questa “giornata per la terra”. “Sono convinto che tutto quello che dobbiamo fare per far prendere coscienza alle nuove generazioni della necessità di arginare la marea di disastri ambientali sia presentare i fatti in modo chiaro e drammatico. Per condurre uno sforzo in questo senso, propongo un forum educativo nazionale sulla crisi dell’ambiente, la prossima primavera in ogni campus universitario degli Stati Uniti.” - questa la sua dichiarazione in seguito agli eventi di Santa Barbara.

La giornata viene ripetuta ogni anno, un mese ed un giorno dopo l’equinozio di primavera. La scelta del giorno è legata proprio alla vita degli studenti, a sottolineare la natura universitaria dell’evento: non cade né in periodo di esami né durante le vacanze pasquali. In questo modo, ci si augurava di riuscire a coinvolgere quanti più studenti possibili, non occupati da altri impegni.

E così effettivamente è stato, perché le università continuano ancora oggi ad essere il nucleo fondante dell’earth day, organizzando lezioni, sit-in, mostre e diffondendo il verbo dell’ambientalismo e dell’ecologia. Una ricorrenza per nulla formale, dunque, ed un ottimo esempio della potenza che possono avere le università nel coinvolgere la popolazione tutta e riuscire ad influenzare, a lungo termine, anche i governi.

 

 



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