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24 aprile 2012

Il diritto di cronaca va sempre salvato, lo stabiliscono i giudici di Strasburgo

La Corte Europea dei diritti dell’uomo si schiera in maniera assoluta dalla parte della libertà di stampa, sacrosanto diritto/dovere dei giornalisti e da sempre un problematico spartiacque tra il la censura e il diritto di informare/essere informati sempre.

In una sentenza depositata lo scorso 12 aprile, la Corte pone un freno alle perquisizioni nei giornali e al sequestro dei supporti informatici dei cronisti, da parte anche delle autorità giudiziarie, con l’obiettivo di salvaguardare la libertà di stampa anche quando articoli e reportage pubblicano informazioni e notizie basati su fonti e documenti segretati.

Infatti, nella sentenza Martin contro Francia, la Corte indica che anche i giudici nazionali devono  tutelare il segreto professionale dei giornalisti se non vogliono incorrere in una violazione della Convenzione di Strasburgo.

Dopo aver subito il sequestro di pc, documenti, agende alcuni giornalisti francesi avevano ricorso a Strasburgo, che ha condannato la Francia per la violazione del diritto alla libertà di espressione (articolo 10 della Convenzione).

Con questa decisione non si vuole certo incoraggiare i cronisti ad accusare soggetti, famosi o non, di reati o “colpe” non provate, perché deve essere tutelata sempre la presunzione d’innocenza, ma l’informazione non deve essere condizionata nè censurata e i giornalisti devono poter informare la collettività con la massima libertà e tranquillità. I mezzi e le fonti da cui i reporter si procurano le notizie non devono interessare, perché è un aspetto che rientra nella libertà di indagine dei professionisti.



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