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18 aprile 2012

Nel mirino del governo: gli specializzandi

Due giorni di sciopero degli specializzandi di medicina contro l’intenzione del governo Monti di far pagare l’irpef sulle borse di studio. Nelle piazze delle città d’italia giovani, stavolta in camice bianco, per protestare contro l’ennesimo taglio. Gli specializzandi rappresentanto la categoria debole, l’ultima ruota del carro, posseggono un contratto che li colloca a metà strada tra studenti e lavoratori, pagano le tasse universitarie ma hanno sulle spalle le stesse responsabilità di un medico di fatto. Un contratto di 38 ore a settimana a cui spesso si aggiungono ore straordinarie non retribuite.
La disposizione del governo prevede la tassazione per le borse di studio superiori di 11.500 euro, ma questa tassazione si aggiunge alle tasse universitarie, alla quota previdenziale, all’iscrizione all’ordine professionale e alla tassazione Inps che già venivano sostenute con sacrificio dai quasi medici.

La situazione si complica ulteriormente per gli specializzandi che hanno sfilato all’ars,  a palermo,  il rettore chiede conferma della legittimità della protesta,  se gli specializzandi sono da considerarsi dipendenti statali avrebbero dovuto per tempo avvertire la situazione di disagio e l’eventuale sciopero. Recuperando le somme di astensione del lavoro.  Cosi viene a galla la vecchia ambiguità, gli specializzandi hanno doveri di studenti ma anche doveri di lavoratori, si parla di dovere ma non si parla dei loro diritti.

In tutti gli atenei di italia ci sono dubbi sulla portata della manifestazione, sulla sua durata e sull’eticità ma si spera in un provvedimento al più presto.

Si tratta di giovani che hanno studiato con dedizione, giovani con il mutuo da pagare e spesso con figli che oggi si ritrovano con meno certezze e con un lavoro che richiede la massima concentrazione e serenità.



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