Univerità troppo cara? Ci pensa il prestito ad Honorem
Se lo studio è un diritto, allora perché è necessario svuotare il conto in banca dei genitori o dover per forza essere studenti-lavoratori? Già, perché non basta la forza di volontà per pagarsi gli studi universitari, piuttosto, ci vorrebbe un mutuo. Il costo della cultura è sempre più alto, in qualsiasi termine lo si voglia guardare. A livello di soldi, tempo e impegno. E guardando in faccia la realtà, la società e l’estrema difficoltà di trovare un lavoro per quello che si è studiato e lavorato arduamente negli anni, una semplice laurea triennale non basta, e allora si parla di una magistrale, una specialistica o magari un master. E quindi si parla di tanti, tanti soldi di più.
Sulla base dei dati rilasciati da Adiconsum, per mantenersi (o più spesso farsi mantenere dai genitori) durante gli studi universitari si parte da un minimo di 7mila euro l’anno per i fuori sede che si accontentano di un semplice posto letto. Ma allora, qualcuno può anche pensare, dov’è tutto questo diritto allo studio? Dovrebbe essere universale e invece è quasi diventato un privilegio di pochi, o meglio, di quelli che a qualsiasi costo (veramente in tutti i sensi) vogliono studiare e cercare di costruirsi il proprio futuro.
Ma come ben sappiamo, non tutte le famiglie si possono permettere queste cifre, se si pensa poi in particolar modo a quelle numerose. Potete immaginare una famiglia con tre, quattro figli e dover mantenere gli studi universitari a due di loro? O è una famiglia benestante, o i figli si ritroveranno a dover lavorare per studiare. Ci sono le borse di studio è vero, ma la loro erogazione a livello nazionale sta diventando sempre più limitata, e allora, gli studenti più meritevoli potranno fare ricorso ai cosiddetti prestiti d’onore.
In America, proprio negli ultimi giorni, il presidente Obama era intervenuto al Congresso per bloccare il raddoppio dei tassi d’interesse dei prestiti studenteschi dal 3,4% al 6,8 per cento, e al tempo stesso, è nato un social network, Sofi (Social Finance), ideato per facilitare l’accesso al credito per gli studenti americani. Ma in Italia i prestiti a studenti non sono così diffusi e agevolati come negli Stati Uniti, anche se ci sono comunque finanziamenti come nell’ambito del programma “Diritto al Futuro” del Ministero per la Cooperazione internazionale e l’integrazione.
Si tratta di un fondo statale di 19 milioni di euro che permette a banche e intermediari italiani di erogare finanziamenti con tassi di favore e periodi di rimborso a rate. Ogni prestito non può superare i 25 mila euro con un’erogazione che varia fra i 3 e i 5 mila euro annuali e il rimborso avrà una durata tra 3 e 15 anni, che potrà partire solo dopo il trentesimo mese dalla fine dell’ultima erogazione del prestito.
L’obiettivo è quello di far saldare il “debito” agli studenti una volta finiti gli studi e iniziato a lavorare. I requisiti di merito sono d’obbligo: gli studenti che hanno appena concluso le scuole secondarie superiori e si vogliono iscrivere ad una laurea triennale dovranno avere una valutazione superiore o uguale a 75/100 mentre gli studenti di grado superiore devono essere in regola con i pagamenti delle tasse universitarie, avere una laurea con valutazione minima di 100/110 ed essere iscritti ad un programma triennale estero riconosciuto legalmente anche in Italia.
Chi fosse intenzionato a richiedere un prestito ad onore deve rivolgersi alle singole banche, le quali possono attuare diversi trattamenti.
“Ad honorem” è il prestito offerto dall’Unicredit, che offre ai giovani una linea di credito fino a 25mila euro, con periodo di fruizione di 1-3 anni e un periodo di rimborso della durata compresa tra 1 e 15 anni.
L’Intesa San Paolo, invece, offre il “Prestito Bridge”, rivolo ai soli studenti di 20 atenei e 2 scuole di formazione in Italia. L’importo del prestito arriva fino a 5mila euro per al massimo 3 anni e potrà essere pagato subito dopo gli studi o dopo un anno.
Molto interessante è il prestito di Monte dei Paschi di Siena, “Tuttofare Giovani”, che permette agli studenti di ottenere fino a 20mila euro rimborsabili fino a 6 anni e con la possibilità inoltre, di sospendere il pagamento per un massimo di 6 mesi.
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