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3 maggio 2012

Poco sale per combattere la ritenzione idrica

La ritenzione idrica è la tendenza a trattenere liquidi extracellulari nell’organismo in virtù di una stasi della circolazione sanguigna e del non perfetto funzionamento del sistema venoso-linfatico. Si tratta di un fenomeno che porta alla tumefazione dei tessuti molli e che oltre al danno estetico, col trascorrere del tempo può anche generare gravi patologie come l’insufficienza renale. Generalmente tra le altre cause, sul banco degli imputati troviamo i farmaci cortisonici o le terapie ormonali sostitutive per la menopausa.

Niente di più sbagliato, o meglio la ritenzione idrica che questi ultimi possono causare non supera 1 Kg ed è quindi insignificante. Piuttosto il vero nemico è rappresentato dal sodio assunto con l’alimentazione. Sfatiamo innanzitutto l’assurda convinzione che bere acqua povera di sodio sia il rimedio a tutto ciò ; basti pensare che una semplice pizza margherita, contiene la stessa quantità di sodio che troveremmo in ben 40 litri di acqua oligominerale. E’ invece fondamentale limitare l’uso del sale da cucina e dei vari dadi, snack salati, carni e pesci conservati sotto sale, insaccati, formaggi stagionati e pomodori secchi. I livelli raccomandati di assunzione di sodio sono pari a 2,4 g corrispondenti ad un cucchiaio di sale.

Volendo dare un po’ di numeri per meglio rendere l’idea, il 10% di sodio è ingerito con i cibi in cui esso è naturalmente presente, il 36% è definito “discrezionale” (ovvero il sale che aggiungiamo durante la cottura) ed il restante 54% è costituito dal sodio aggiunto negli alimenti trasformati artigianalmente o industrialmente. Premesso dunque che non si può pretendere uno scadimento dell’appetibilità dei cibi, sarebbe bene disintossicarsi gradualmente dalla dipendenza del gusto salato e ridurre la quantità di alimenti ricchi di sodio (in primis patatine in busta e snack vari). Non è un caso inoltre che chi beve pochi alcolici, non fuma, pratica una attività fisica regolare ed è in peso-forma, non soffre di ritenzione idrica.

E’ ovvio allora che nella maggior parte dei casi è sufficiente correggere innanzitutto il proprio stile di vita per risolvere il problema. Continuare a vivere in modo non salutistico, affidandosi alle acque povere di sodio o ai vari diuretici, significa soltanto illudere se stessi.

Biologo – Nutrizionista

andrea.cioffi@hotmail.it



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